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	<title>Interviste Archivi - AD Communications</title>
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	<title>Interviste Archivi - AD Communications</title>
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		<title>Il Giornalismo: un mestiere, un sogno. Intervista a Zoe Pederzini</title>
		<link>https://adcommunications.it/giornalismo-e-il-coraggio-di-non-mollare-intervista-a-zoe-pederzini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 19:11:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha trasformato il suo sogno nel lavoro di tutti i giorni. Con il coraggio di chi non ha mai mollato, credendo in se stessa. Zoe Pederzini, bolognese, classe 1993 è la protagonista di questo nuovo articolo: una riflessione sul mondo dell&#8217;informazione e sull&#8217;impegno di informare l&#8217;opinione pubblica con etica e trasparenza. La sua non è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/giornalismo-e-il-coraggio-di-non-mollare-intervista-a-zoe-pederzini/">Il Giornalismo: un mestiere, un sogno. Intervista a Zoe Pederzini</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha trasformato il suo sogno nel lavoro di tutti i giorni. Con il <b>coraggio di chi non ha mai mollato, credendo in se stessa.</b></p>
<p><strong>Zoe Pederzini,</strong> bolognese, classe 1993 è la protagonista di questo nuovo articolo: <strong>una riflessione sul mondo dell&#8217;informazione</strong> e sull&#8217;impegno di informare l&#8217;opinione pubblica con etica e trasparenza. La sua non è una ricetta ma un modello di esperienze e apprendimenti acquisiti sul campo. Un lavoro appassionato che va avanti da circa dieci anni.</p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>Giornalismo: un sogno ed un mestiere affascinante</strong></span></h2>
<p><strong>In tanti, giovani e non solo, sognano il giornalismo</strong> ma in pochi lo vivono quotidianamente e lo realizzano a pieno. A volte per assenza di opportunità o perchè manca il coraggio di inseguire i propri sogni; in generale l&#8217;instabilità economica costringe tanti a voltare pagina professionale.</p>
<p>Risuonano alla mente le parole di Antonello Venditti di una sua celebre canzone &#8220;<em>Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano&#8221;  </em>ricordando anche il caso di chi a distanza di anni, anche solo per passione, torna a collaborare con un quotidiano o un magazine. Il fascino di questa professione è immortale.</p>
<p>Di certo al giornalista di oggi si richiede una lunga gavetta, la compresenza di competenze digitali, al fianco della capacità principale: <strong>saper scrivere, avere fiuto per le notizie e saperle verificare</strong>. C&#8217;è poi la capacità di rimanere aggiornati rispetto ad un mestiere in profonda trasformazione, complici le tecnologie. Strumenti e software innovativi che occorre conoscere e padroneggiare all&#8217;occorrenza, consapevoli che un utilizzo corretto dell&#8217;IA può essere solo vantaggioso.</p>
<p>I giornalisti di oggi, potremmo dire, sono alla ricerca di un equilibrio tra vecchi strumenti del mestiere e innovazioni che, come ha ricordato il <a href="https://adcommunications.it/giornalismo-e-intelligenza-artificiale-un-equilibrio-possibile/">presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna Silvestro Ramunno in una intervista sul rapporto “Giornalismo e IA”, </a>non è possibile ignorare.</p>
<p>Ci sono inoltre alcuni aspetti che ieri come oggi caratterizzano il <strong>giornalismo:</strong></p>
<ul>
<li>la <strong>varietà, quindi la bellezza, </strong>di un mestiere che consente incontri e narrazioni differenti tra loro;</li>
<li>il <strong>cambiamento della professione giornalistica</strong> e l&#8217;apertura verso nuovi strumenti e canali di comunicazione;</li>
<li>la <strong>precarietà </strong>che mette in guardia le nuove generazioni ma anche colleghi navigati che faticano a trovare una stabilità contrattuale e pertanto economica.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>ZOE PEDERZINI, giornalista: un sogno diventato realtà </strong></span></h2>
<p>Torniamo all&#8217;intervistata, Zoe Pederzini giornalista conosciuta, e apprezzata, durante le nostre attività di ufficio stampa, nel ruolo di collaboratrice del “Carlino”. Abbiamo deciso di raccontare la sua esperienza perché potesse dare uno <strong>spunto e al tempo stesso un incoraggiamento ai futuri giornalisti</strong>.</p>
<p><a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/autori/zoe-pederzini-les7ghcd">Pederzini inizia a muovere i primi passi poco più che ventenne collaborando con Il Resto del Carlino,</a> passando in pochi anni dal seguire eventi e iniziative della cronaca bianca alla cronaca nera fino alla giudiziaria.</p>
<p>Ha raccontato fatti di cronaca molto importanti e delicati come quelli relativi all’alluvione, dando voce a tante famiglie colpite pesantemente da danni economici e morali. La responsabilità è grande soprattutto quando ci si trova a scrivere di temi come questi, riportando fatti e circostanze che riguardano la storia e la vita delle persone, le loro ferite e le loro sofferenze.</p>
<blockquote><p> <span style="color: #e02f64;"><strong><em>“Nei pezzi che scrivo ci sono le vite delle persone e la responsabilità è estrema”</em></strong></span></p></blockquote>
<h2>Tra un articolo e l&#8217;altro per &#8220;Il Resto del Carlino di Bologna&#8221;, siamo contenti che Zoe abbia trovato il tempo per l&#8217;intervista proposta da <strong>AD Communications</strong>.</h2>
<p>Eccola e buona lettura.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-7973 size-large" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/01/copertine-blog-AD-1-1024x595.png" alt="" width="1024" height="595" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/01/copertine-blog-AD-1-1024x595.png 1024w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/01/copertine-blog-AD-1-980x570.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/01/copertine-blog-AD-1-480x279.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>Cosa significa per te essere giornalisti oggi? </strong></span></h2>
<p><em>“Credo che fare il giornalista possa essere considerato <strong>uno dei lavori più belli ed adrenalinici</strong> che ci sia. Ti svegli la mattina e non sai mai dove e come si svolgerà la tua giornata: sicuramente non ti annoia la routine. Conosco tante persone, anche amici dei miei genitori, che hanno svolto questa professione decenni fa ed è innegabile che una volta molte cose fossero diverse: non avevi certamente la tecnologia ad agevolarti il lavoro, ma avevi sicuramente molta più libertà di azione. Credo, e vedo, che al giorno d’oggi i giornalisti, dall’opinione pubblica e non solo, troppo spesso sono visti come ’sciacalli’ o rogne da gestire, come persone spesso di cui non fidarsi o addirittura a cui è meglio non parlare. Me ne accorgo, spesso, quando mi reco di persona a fare sopralluoghi, soprattutto per avvenimenti di cronaca. Chi parla al giornalista deve farlo quasi di soppiatto. Ma se io, e altri colleghi, siamo lì è e dovrebbe essere solo ed esclusivamente per riportare una notizia. E avere le informazioni corrette è fondamentale per dare una corretta descrizione dei fatti. </em></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>Che percorso di studi consigli a chi volesse intraprendere questa professione?</strong></span></h2>
<p><em><br />
“Non credo ci siano lauree/studi specifici necessari per diventare un giornalista. Io ho scelto il percorso letterario, iscrivendomi alla facoltà di Lettere Moderne dell’Università di Bologna ma ho colleghi che provengono da ogni genere di facoltà. Quello che veramente serve è la <strong>passione</strong> <strong>per il mestiere, la curiosità di leggere e confrontare notizie, la tenacia di verificare le informazioni. </strong>Più di tutto, poi, sono necessarie <strong>pazienza, dedizione ed empatia</strong>, quest&#8217;ultima per avere sempre rispetto delle persone che ti troverai davanti. Ci si trova a raccontare storie spesso terribili, o difficili, e bisogna farlo con rispetto di chi le ha vissute in prima persona e trova la forza di aprirsi e raccontartelo&#8221;.</em></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>Per chi come te si occupa di cronaca per un quotidiano, quanto è grande la responsabilità?</strong></span></h2>
<p><em>“L’impegno è costante, soprattutto perchè faccio fatica, una volta chiusa la mia mansione di articoli quotidiana, a staccare del tutto la spina. Fino a che non chiudo gli occhi se c’è qualcosa da verificare, o qualche segnalazione dell’ultima ora, non riesco ad ignorarla e preferisco buttarmici subito. Spesso, poi, è un lavoro che ti richiede di esserci anche in giorni festivi o ad orari inusuali. Non è certo l’azienda che te lo richiede ma il giornalismo di per sè. Se scegli questo mestiere sai che richiede di rinunciare a qualcosa alle volte o di fare qualche sacrificio in più. </em></p>
<p><em>La <strong>cosa forse più pesante è la responsabilità che senti dentro di te</strong>: in dieci anni che faccio questo mestiere il timore di aver sbagliato anche una minima cosa, quando le pagine sono chiuse, non mi ha mai abbandonato. È giusto che sia così: anche per le tematiche di cui spesso mi trovo a trattare. <strong>Cronaca nera, a volte la giudiziaria</strong>: <strong>ci sono le vite delle persone nel pezzo e la responsabilità è estrema”.</strong></em></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>La precarietà è un limite della nostra professione. Cosa pensi a riguardo?</strong></span></h2>
<p><em>“Credo che sia un grave problema del nostro settore, un problema che negli anni si è acuito senza che si trovasse una vera soluzione. Credo che <strong>servirebbero manovre più decisive</strong> a favore della Stampa e dell’editoria. Per quanto il mondo vada sempre di più verso l’online, vedendo il cartaceo quasi scomparire, il giornalista è una figura che non potrà mai essere rimpiazzata e che va sostenuta e tutelata. <strong>Ci vuole sicuramente coraggio ad intraprendere ora questo mestiere”. </strong></em></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>Meglio essere dipendenti o liberi professionisti?</strong></span></h2>
<p><em>“Essere libero professionista ti permette di avere più collaborazioni e quindi, sicuramente, di mettere da parte entrate differenziate. Un altro vantaggio è il poter gestire le proprie giornate e i propri orari. </em></p>
<p><em>Essere dipendente di un quotidiano, come nel mio caso, che è quello a cui io personalmente ho sempre ambito, ti dà la possibilità di vivere la vita della redazione, di vedere il prodotto giornalistico dall’inizio, cioè da quando sei in strada a recuperare una notizia, alla fine, quando alla sera si chiudono le pagine ed il giornale va in stampa. Tanti sono i film ambientati nelle redazioni dei più grandi giornali, e non credo sia un caso: <strong>la redazione ha un fascino che difficilmente si trova altrove”. </strong></em></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>Cosa progetti, anzi cosa sogni, per il tuo futuro professionale?</strong></span></h2>
<p><em>“Spero in una posizione che premi il mio lavoro e che racchiuda ciò che sogno da quando avevo 5 anni: <strong>fare la nerista nella redazione di un quotidiano</strong> o occuparmi di inchieste”.</em></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>E cosa ti auguri per gli aspiranti giornalisti?</strong></span></h2>
<p><em>“Per loro e in generale per la nostra categoria <strong>sogno regolarizzazioni e incentiv</strong>i soprattutto per i giovani giornalisti. Spero che le prossime generazioni possano desiderare di fare questo mestiere avendo la sicurezza di poterlo fare vedendosi riconosciuti ciò che fanno”.</em></p>
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		<title>Comunicare bene è il primo atto di Cura: intervista a Raffaella Ronchetta</title>
		<link>https://adcommunications.it/comunicare-primo-atto-di-cura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 17:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo della sanità, comunicare non è solo informare: è una parte fondamentale della cura. La comunicazione, quando è sincera e rispettosa, ha già in sé un valore terapeutico. È il primo passo per rafforzare la fiducia tra pazienti e professionisti, promuovendo una cultura della salute e della prevenzione più consapevole. Perchè ciò avvenga il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/comunicare-primo-atto-di-cura/">Comunicare bene è il primo atto di Cura: intervista a Raffaella Ronchetta</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mondo della sanità, <a href="https://onehealthfocus.it/comunicare-bene-e-gia-curare/">comunicare non è solo informare: è una parte fondamentale della cura</a>.</p>
<p>La comunicazione<em>, </em>quando è sincera e rispettosa<em>, </em>ha già in sé un valore terapeutico.</p>
<p>È il primo passo per rafforzare la <strong>fiducia tra pazienti e professionisti</strong>, promuovendo una cultura della salute e della prevenzione più consapevole. Perchè ciò avvenga il professionista della cura ha il dovere di dedicare tempo al paziente e quest&#8217;ultimo il dovere di ascoltare e collaborare per la migliore riuscita del piano terapeutico.</p>
<p>Ciò vale in tutti i casi: dal semplice raffreddore alla gestione di una malattia cronica. L&#8217;alleanza tra <strong><span style="color: #e80e69;">medico</span> </strong>e <span style="color: #e80e69;"><strong>paziente</strong> </span>è centrale oltre che necessaria. Nel triangolo, insieme alle due figure, c&#8217;è il <span style="color: #e80e69;"><strong>comunicatore</strong></span> che interviene per ascoltare, raccogliere e portare alla luce storie, esperienze e narrazioni con <strong><span style="color: #e80e69;">trasparenza, empatia e delicatezza</span></strong>. Una missione che come giornalisti e comunicatori sentiamo fortemente di avere, pur consapevoli dell&#8217;importanza di doverci aggiornare e studiare costantemente.</p>
<p><strong style="color: #333333; font-size: 26px;">Comunicazione sanitaria e valori imprescindibili</strong></p>
<p>Potremmo definire la <strong>comunicazione e l&#8217;informazione sanitaria</strong> come un ponte tra cura e consapevolezza. Essa si fonda su alcuni pilastri imprescindibili. Noi ne abbiamo individuati 5:</p>
<ul>
<li><span style="color: #e80e69;"><strong>Chiarezza</strong></span>: i messaggi devono essere comprensibili, evitando tecnicismi e ambiguità.</li>
<li><span style="color: #e80e69;"><strong>Empatia</strong></span>: il linguaggio deve essere vicino alle persone, rispettoso delle emozioni e delle fragilità.</li>
<li><span style="color: #e80e69;"><strong>Trasparenza</strong></span>: ogni informazione deve essere verificabile, onesta e coerente con la realtà clinica.</li>
<li><span style="color: #e80e69;"><strong>Centralità del paziente</strong></span>: la persona non è un numero, ma una storia da ascoltare e valorizzare.</li>
<li><span style="color: #e80e69;"><strong>Accessibilità</strong></span>: i contenuti devono essere fruibili da tutti, anche da chi ha difficoltà cognitive o linguistiche.</li>
</ul>
<h2><a href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/1.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7962 size-large" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/1-1024x858.png" alt="" width="1024" height="858" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/1-1024x858.png 1024w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/1-980x822.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/1-480x402.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></a></h2>
<h2></h2>
<h2><strong>AD Communications: un alleato per la comunicazione sanitaria</strong></h2>
<p>In questo scenario, <em>AD Communications</em> si conferma essere <strong>un alleato strategico per aziende e professionisti</strong> che vogliono raccontarsi con autenticità e responsabilità sociale. Negli anni<strong> </strong>è diventato una sorta di <strong>laboratorio narrativo</strong> le cui si alternano le voci dei <strong>professionisti della cura</strong> con quelle dei <strong>pazienti</strong> che in modo volontario scelgono di lasciare un messaggio, una riflessione, una testimonianza.</p>
<p>Ecco che per noi, giornalisti e comunicatori, la <strong><a href="https://adcommunications.it/comunicare-cura-ospedali-ed-rsa/" target="_blank" rel="noopener">comunicazione diventa cura </a></strong>come raccontato nel nostro blog in un precedente articolo sulla presa in carico delle fragilità, nel mondo sociosanitario. Non c&#8217;è una ricetta valida per tutto e per tutti, c&#8217;è la personalizzazione della cura, in un atteggiamento di ascolto e di accoglienza dei bisogni e delle esigenze della persona. Per niente facile, la comunicazione della salute, si conferma essere una sfida.</p>
<p><strong><a href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/Comunicare-il-primo-atto-di-cura-intervista-AD-Communications.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7961 size-large" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/Comunicare-il-primo-atto-di-cura-intervista-AD-Communications-1024x858.png" alt="" width="1024" height="858" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/Comunicare-il-primo-atto-di-cura-intervista-AD-Communications-980x822.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/Comunicare-il-primo-atto-di-cura-intervista-AD-Communications-480x402.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></a></strong></p>
<h2><strong>Comunicare un atto essenziale della cura: intervista a </strong><strong>RAFFAELLA RONCHETTA </strong></h2>
<p>La pensa allo stesso modo <strong>Raffaella Ronchetta</strong> giornalista specializzata in comunicazione sanitaria e ideatrice del podcast <em>Mi spieghi meglio </em>che fa leva sugli stessi valori in cui noi crediamo e costruiamo, giorno dopo giorno, la nostra comunicazione.</p>
<p>Per saperne di più l&#8217;abbiamo intervistata mettendo l&#8217;accento su alcune questioni importanti a partire dal punto in cui <strong>Medicina</strong> e<strong> Comunicazione </strong>si incontrano.</p>
<p><span style="color: #e80e69;"><strong>Medicina e Comunicazione si incontrano. In quale punto, secondo te più di altri? </strong></span></p>
<p><em><strong>Bella domanda. Credo si incontrino nel momento in cui qualcuno deve capire qualcosa che lo riguarda profondamente</strong><strong>. </strong>Non nel dato clinico, non nella diagnosi scritta, ma <strong>nell’attimo in cui una parola cambia significato</strong>: da tecnico a umano, da distanza a relazione.</em><br />
<em>È lì che la medicina smette di essere solo scienza e diventa cura, e la comunicazione smette di essere solo trasmissione di informazioni e diventa<strong> linguaggio condiviso</strong>.</em></p>
<p><em>Direi quindi nel tempo dell’ascolto. È lì che si costruisce tutto: fiducia, comprensione, adesione, empatia. La comunicazione nella salute non è un contorno della cura, ne è parte integrante. Quando un medico ascolta davvero, dedica tempo al proprio paziente, per poi scegliere le parole giuste per spiegare e per accogliere, la medicina diventa più umana e, spesso, anche più efficace. È nel linguaggio che la cura si fa relazione, e nella relazione che la cura trova senso.</em></p>
<p><span style="color: #e80e69;">&#8220;<strong>Mi spieghi meglio&#8221; è il tuo nuovo format: quali obiettivi ti sei posta nel pensarlo?</strong></span></p>
<p><em><a href="https://raffaellaronchetta.it/podcast/">Mi spieghi meglio? è il format nato dopo tanti anni di lavoro in ambito sanitario</a>, ma soprattutto da un’esperienza personale, che mi ha fatto sentire e provare sulla pelle quanto poche parole possano creare baratri o costruire ponti e speranze.</em></p>
<p><em>Non volevo fosse un podcast tecnico o divulgativo, ma un luogo di ascolto, uno spazio dove medici, psicologi, infermieri e pazienti potessero raccontare cosa succede davvero nei loro luoghi e spazi di lavoro, grazie alle parole, ai gesti o ai silenzi che abitano ogni giorno.</em></p>
<p><em>Ogni episodio nasce da questa semplicissima domanda: Mi spieghi meglio?, quella che facciamo quando qualcosa non torna, quando vorremo chiedere di più ma non abbiamo il coraggio, quando sentiamo che quella parola potrebbe ferirci o salvarci.</em><br />
<em>Il mio intento è proprio questo: rallentare, dare voce alle emozioni, far emergere le storie dietro le diagnosi e i gesti di cura che non si leggono nei referti.</em></p>
<p><span style="color: #e80e69;"><strong>Quali sono gli ingredienti o i valori, se preferisci, che non possono mancare in un articolo giornalistico dedicato alla salute? </strong></span></p>
<p>Tre, per me, sono indispensabili: <strong>chiarezza, rispetto e responsabilità.<br />
Chiarezza</strong>, per permettere a chi legge di comprendere davvero, senza sentirsi escluso.<br />
<strong>Rispetto,</strong> perché si parla di persone, non solo di malattie.<br />
<strong>Responsabilità</strong>, perché ogni parola sulla salute ha un peso e può fare la differenza tra paura e fiducia.</p>
<p>Capita, e me l’ha fatto notare un oncologo, che per acchiappare qualche click escano articoli con titoli sensazionalistici: “Presentata la terapia che sconfigge il tumore al…”. Poi, leggendo, si scopre che non è proprio così.<br />
Eppure ci sono persone che, anche solo per un istante, si aggrapperanno a quelle parole come ad ancore di salvezza.</p>
<p>Serve quindi <strong>accuratezza scientifica</strong><strong>,</strong> per distinguere la conoscenza dai miracoli, i dati dalle opinioni. Ma serve anche <strong>umanità</strong><strong>,</strong> perché dietro ogni numero c’è una persona e dietro ogni diagnosi c’è una storia. La buona scrittura nasce dall’<strong>empatia</strong><strong>,</strong> dalla capacità di sentire con chi legge e con chi vive la malattia.</p>
<p>Raffaella Ronchetta conclude la sua riflessione aggiungendo:</p>
<blockquote><p><span style="color: #e80e69;"><em>Un buon articolo non semplifica la complessità: la rende accessibile.<br />
E quando ci riesce, contribuisce, anche solo un po’, a costruire una cultura della cura più consapevole e condivisa. </em></span></p></blockquote>
<p>Proprio la <strong>consapevolezza</strong> e la <strong>capacità di distinguere la verità da ciò che è illusorio o falso </strong>e ancora la<strong> capacità di allontanare l&#8217;autoreferenzialità rientrano tra gli obiettivi di</strong> comunicatori e giornalisti, proprio come noi e Raffaella, che hanno sposato questa professione mettendo al primo posto etica e deontologia.</p>
<p>A noi che lavoriamo accuratamente con le parole, selezionandole e &#8220;pesandole&#8221;, il <strong>compito di dare spazio e valore a ciò che è autentico</strong>. Con professionalità, empatia ed un pizzico di umiltà, <strong>perché al centro è la persona e mai chi racconta la storia.</strong></p>
<p><em> </em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Medicina Narrativa: le storie dei pazienti prima di tutto</title>
		<link>https://adcommunications.it/onorare-le-storie-dei-pazienti-medicina-narrativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2025 16:01:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[relazione medico paziente]]></category>
		<category><![CDATA[rita charon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Medicina narrativa ci insegna a mettere in primo piano le storie dei pazienti. Una sorta di cartella parallela a quella clinica dove protagonista è la persona. Nella Comunicazione come in Medicina, avere la capacità e insieme la volontà di ascoltare ed &#8220;empatizzare&#8221; sono due valori indispensabili per una relazione di fiducia. Medicina e comunicazione, è importante [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Medicina narrativa</strong> ci insegna a mettere in primo piano le <strong>storie dei pazienti</strong>. Una sorta di cartella parallela a quella clinica dove protagonista è la persona. Nella <strong>Comunicazione</strong> come in <strong>Medicina, avere la capacità e insieme la volontà di ascoltare </strong>ed &#8220;<strong>empatizzare&#8221; </strong>sono due valori indispensabili per <strong>una relazione di fiducia. </strong></p>
<p><strong>Medicina e comunicazione, </strong>è importante specificarlo, <strong>sono due dimensioni intimamente intrecciate. </strong>In particolare la prima necessita della seconda, comprendendo il <strong>ruolo &#8220;curativo&#8221; delle parole</strong>, almeno sul piano umano e del benessere emotivo.</p>
<h2><span style="color: #000080;">MEDICINA NARRATIVA: COMUNICARE LE STORIE </span></h2>
<p>Da comunicatori e giornalisti da sempre attenti alle storie, ci sentiamo vicini al mondo della Medicina narrativa ed al suo significato racchiuso in modo esaustivo nell&#8217;opera <strong><a href="https://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/rita-charon/medicina-narrativa-9788832851045-3004.html">Medicina narrativa &#8211; onorare le storie dei pazienti </a></strong>di <strong>Rita Charon</strong>, la più nota personalità nella medicina narrativa a livello mondiale.</p>
<p><a href="https://adcommunications.it/la-psicologia-della-comunicazione/">Da comunicatori vicini alla psicologia</a> per la grande volontà di <strong>ascoltare e</strong> <strong>comprendere</strong> le storie dei pazienti che sono al centro della narrazione, non potevamo restare indifferenti al fascino di questa opera che esprime i benefici della Medicina Narrativa anche sul fronte clinico-assistenziale. Non c&#8217;è ambito di salute in cui la Medicina Narrativa non possa attivare benefici e in un mondo ideale tutti i professionisti della cura dovrebbero farla propria.</p>
<h2><span style="color: #000080;">COMUNICARE CURA: IL POTERE DELLA NARRAZIONE</span></h2>
<p>In questi anni siamo entrati, in punta di piedi, nella narrazione di storie delicate, anteponendo sempre il rispetto per la persona alla notizia, rispettandone cioè la volontà di <strong>rivelare o meno certi aspetti, effetti o conseguenze, della malattia</strong>. Abbiamo raccolto testimonianze attraverso immagini e contenuti imbastiti tenendo conto di due principi fondamentali: <strong>etica</strong> e <strong>deontologia</strong> della professione giornalistica. Oggi più che mai appare evidente che <a href="https://adcommunications.it/comunicare-cura-ospedali-ed-rsa/">COMUNICARE CURA.</a></p>
<p>Raccontare le <strong>storie delle persone</strong>, intervistarle, è una situazione per noi abbastanza frequente e non potremmo farlo senza meditare e avere chiare le tecniche di narrazione e di ascolto. Una sfida che richiede studio, competenza e soprattutto empatia, ossia la capacità di mettersi nei panni di chi stiamo guardando e ascoltando.</p>
<p>La <strong>relazione di fiducia</strong> è al centro della <strong>medicina narrativa</strong>. Come in tutte le relazioni, anche quella tra <strong>medico e paziente</strong> richiede di essere <strong>coltivata con il tempo e soprattutto con i modi giusti</strong>, in un’alleanza in cui il paziente sia <strong>protagonista attivo</strong> e non <strong>destinatario passivo di cure e terapie</strong>.</p>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">MEDICINA NARRATIVA: IL RUOLO DI BUSSOLA DELLA SIMEN</span></h2>
<p>Spinti dalla passione e dalla curiosità di volerne sapere di più, siamo entrati in contatto con il dott.<strong> Mario Cerati,</strong> Vicepresidente della <strong>SIMEN</strong>, Medico specializzato in odontoiatria e chirurgia orale.</p>
<p>La <strong><a href="https://www.medicinanarrativa.network/">SIMEN &#8211; Società Italiana di Medicina Narrativa</a></strong> ha il compito di divulgare le tematiche attinenti la Medicina Narrativa coinvolgendo il mondo dei pazienti, caregiver, associazioni e operatori sanitari e sociali. A questa lista sarebbe utile aggiungere anche gli <strong>operatori della comunicazione</strong> che possono essere sensibilizzati a scrivere correttamente sui media, sui social o altro mezzo sui temi di salute.</p>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">LA MEDICINA NARRATIVA SPIEGATA IN MODO SEMPLICE</span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #666666; font-size: 14px;">La nostra </span><strong style="color: #666666; font-size: 14px;">Deborah Annolino</strong><span style="color: #666666; font-size: 14px;">, giornalista professionista, ha intervistato il dott. </span><strong style="color: #666666; font-size: 14px;">Mario Cerati</strong><span style="color: #666666; font-size: 14px;"> docente di Medical Humanities e Medicina Narrativa presso il Corso di Laurea di Odontoiatria all’Università degli Studi di Milano.</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7799 size-full" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/Medicina-Narrativa-Mario-Cerati-SIMEN.jpg" alt="" width="640" height="536" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/Medicina-Narrativa-Mario-Cerati-SIMEN.jpg 640w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/Medicina-Narrativa-Mario-Cerati-SIMEN-480x402.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Se dovesse spiegare in modo semplice, pensi ad un bambino, cosa si intende per medicina narrativa, come lo direbbe? </strong></span></p>
<p><em>Raccolgo volentieri il suggerimento evocativo di pensare, per rispondere a questa domanda, come se stessi parlando a un bambino. E allora prima di tutto vi chiedo di andare a quando da bambini ascoltavamo una storia, una narrazione. Eravamo completamente dentro questa narrazione.</em></p>
<p><em> <strong>Rita Charon</strong> alla <strong>Columbia University</strong> ha avuto l&#8217;intuizione, a cavallo degli anni 2000, di capire come le storie, elemento fondamentale della nostra vita e dell’evoluzione dell’uomo, fossero un elemento fondamentale anche in medicina per indagare il bisogno di salute. </em></p>
<p><em>Diventa, così, una pratica <strong>comunicativa</strong> che orienta <strong>la cura alla persona</strong> e co-costruisce il percorso di cura nel rispetto dei vissuti e dei valori del paziente e che deve essere attuata da tutti coloro che intervengono in quel percorso, medici e operatori sanitari a vario titolo.</em></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Costruire una relazione virtuosa tra medico e paziente: è una questione di tempo o di modi? </strong></span></p>
<p><em>Sempre di modi. È vero che oggi il tempo è un aspetto cruciale, ma se hai anche solo 5 minuti <strong>è meglio usare una modalità comunicativa efficace, come quella della medicina narrativa,</strong> <strong>che una modalità sbrigativa e paternalistica</strong>.</em></p>
<p><em> Anche in poco tempo puoi far sentire una persona ascoltata e questo ascolto si traduce, anche per il medico e per l’operatore sanitario, in maggior efficacia e meno stress, contrariamente a quello che si può pensare. In questo processo è essenziale l’aspetto legato all’ <strong>empatia</strong>, che porta con sé la motivazione valoriale per cui si sceglie questa strada e cioè essere a disposizione per aiutare l’altro. </em></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Qual è il beneficio della Medicina Narrativa e a che punto siamo in Italia rispetto alla sua diffusione?</strong></span></p>
<p><em>I <strong>benefici della medicina narrativa sono ben documentati</strong> e questi, grazie alla condivisione piena del percorso di cura con il paziente che viene informato nei dettagli di tutto ciò che riguarda il suo problema (<strong>empowerment</strong>). </em></p>
<p><em>Tali benefici vanno dalla migliore aderenza alle terapie, alle minori complicanze, ai minori errori diagnostici e, a parità di terapie farmacologiche, anche a migliori guarigioni. In più vi è una sensibile diminuzione del burn out nel personale medico e paramedico e questo anche in situazioni di lavoro particolarmente stressanti. </em></p>
<p><em>Purtroppo la <strong>medicina narrativa, che è un sistema a costo praticamente zero</strong> che farebbe risparmiare molto al SSN, non è ancora abbastanza diffusa e, soprattutto, non è ancora entrata appieno nei meccanismi istituzionali. </em></p>
<p><em>Con la <strong>SIMeN</strong>, stiamo sforzandoci a formare chi può aiutare e diffondere questa pratica, con dei corsi per facilitatori di laboratori di Medicina Narrativa e, prossimamente, con un percorso dedicato ai professionisti sanitari. Da un’altra parte facciamo rete con chi sul territorio opera a vari livelli e, come con la Regione Piemonte, entriamo direttamente in collaborazione accompagnando progetti di Medicina Narrativa sul territorio. </em><em>In ultimo <strong>la SIMeN ha un proprio Centro Studi</strong> che supporta chi vuole operare con la MN in formazione, ricerca o progettualità.</em></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Da medico ma anche da vicepresidente SIMeN qual è la sua personale ricetta per la migliore narrazione in medicina?</strong></span></p>
<p><em>La narrazione parte dall’ascolto e dovrebbe, fra l’altro, concentrarsi su due cose fondamentali, una conseguenza dell’altra. Prima di tutto, cosa è successo prima e dopo, quindi creare una precisa linea del tempo degli eventi, e concentrarsi sulle interruzioni biografiche.  Q</em><em>uesto favorisce la <strong>comprensione dei valori e dei bisogni dei pazienti</strong>. Inoltre il paziente, attraverso la narrazione, può rielaborare l’esperienza di malattia traendone benefici a più livelli, senz’altro quello emotivo, ma anche a livello biologico. </em></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Cosa si sente di augurare o raccomandare ai medici di nuova generazione?</strong></span></p>
<p><em>Ho la fortuna, insegnando in università, di vedere come l’entusiasmo nei confronti della scelta di una professione d’aiuto non si sia spento.  Questo, però, viene smorzato negli anni di formazione clinica, quando si rischia di ereditare le frustrazioni di cui sono portatori le generazioni precedenti. </em></p>
<p><em>Ormai la medicina viene definita non solo per la sua parte scientifico-biologica, ma anche per la sua parte umanistica e il nostro comportamento fa generare, in risposta nel nostro organismo, ormoni che possono favorire o contrastare i farmaci che diamo. </em></p>
<p><em>Auguro alle future generazioni di approfondire questi aspetti e si ritroveranno in <strong>una professione appassionante, gratificante e non frustrante</strong> anche dopo 30-40 anni di lavoro…e posso dirlo, perché sono fra quelli che ha la fortuna di poter testimoniare questo.</em></p>
<p><em><span style="color: #000080;">AD Communications ringrazia molto il dott. Mario Cerati per questa intervista, certi che la Medicina Narrativa rimarrà il filo conduttore anche dei nostri prossimi eventi e approfondimenti sulla cura per il 2025. </span></em></p>
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		<title>Comunicare la disabilità: la sfida delle parole per i giornalisti</title>
		<link>https://adcommunications.it/essere-giornalisti-comunicare-la-disabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 16:53:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[comunicare la disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[il peso delle parole]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio inclusivo]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicare la disabilità è una grande sfida per i giornalisti e per chi, occupandosi di comunicazione digitale, &#8220;lavora&#8221; con le parole. Che sia un articolo o un post social, le parole possono incidere in modo positivo sull’opinione pubblica o in modo negativo, alimentando pregiudizi e stereotipi sul tema. Con un linguaggio inclusivo, che comprende le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #de126a;">Comunicare la disabilità</span></strong> è una grande sfida per i <strong>giornalisti</strong> e per chi, occupandosi di comunicazione digitale, &#8220;lavora&#8221; con le parole. Che sia un articolo o un post social, le parole possono incidere in modo positivo sull’opinione pubblica o in modo negativo, alimentando pregiudizi e stereotipi sul tema. Con un linguaggio inclusivo, che comprende le parole ma anche aspetti e accortezze legate all&#8217;atteggiamento, possiamo<strong> abbattere i muri e costruire ponti di fiducia. Un obiettivo difficile ma raggiungibile. </strong></p>
<p>Per i giornalisti <strong>comunicare le persone con disabilità</strong> richiede <strong><span style="color: #de126a;">consapevolezza </span></strong><span style="color: #000000;">e </span><strong><span style="color: #de126a;">cultura, </span></strong>insieme ad una certa sensibilità linguistica. Richiede esperienza. In ogni articolo o racconto di cui ci occupiamo vale la pena ricordarsi che la <span style="color: #de126a;"><strong>persona, </strong>non la disabilità,<strong> è al centro. L&#8217;identità è ben altro dalla disabilità. </strong></span></p>
<h2><span style="color: #de126a;"><strong>COMUNICARE LA DISABILITÀ: UNA SFIDA LINGUISTICA PER I GIORNALISTI</strong></span></h2>
<p><span style="color: #de126a;"><strong><a href="https://adcommunications.it/" target="_blank" rel="noopener">AD Communications, studio di immagine e comunicazione a Bologna,  </a></strong></span>è vicino anche per vocazione alle storie del <strong>terzo settore </strong>articolato in realtà eterogenee tra loro che meritano spazio e voce. Per comunicarle al meglio, è stato necessario fare un lungo lavoro linguistico. Gli errori o le imprecisioni commesse, uniti alla conoscenza, più da vicino, delle persone con disabilità, ci rendono oggi comunicatori più attenti e consapevoli. Abbiamo imparato ad esempio che usare la parola “<strong>fragili</strong>” non va bene, in quanto non tutti coloro che hanno una disabilità sono di conseguenza fragili.</p>
<p>E ancora abbiamo imparato che ci sono espressioni e <a href="https://www.tieniamente.it/2022/03/inclusivi-parlare-disabilita-usare-evitare/">parole da evitare</a> ma anche due approcci da attenzionare:</p>
<ul>
<li>il <strong>pietismo</strong> che descrive le persone con disabilità come <strong>vittime</strong> della loro condizione;</li>
<li>l’<strong>eroismo</strong> che ci porta a vedere queste persone “speciali”, amplificandone le abilità al cospetto della disabilità stessa.</li>
</ul>
<p>In entrambi i casi si tratta di modalità comunicative che non aggiungono valore ma che al contrario alimentano una forma di <strong>discriminazione</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #de126a;"><strong>AD MAIORA: LA DIGITAL SERIE CHE </strong></span><span style="color: #de126a;"><strong>COMUNICA LA DISABILITÀ COME NORMALIT</strong></span><span style="color: #de126a;"><strong>À</strong></span></h2>
<p><strong>Comunicare la disabilità</strong> è stata per noi giornalisti una sfida in occasione, proprio quest&#8217;anno, della quarta stagione di <a href="https://storiediresilienza.org" target="_blank" rel="noopener"><strong>AD MAIORA &#8211; Storie di resilienza</strong></a>. Nella <em>digital serie</em>, prodotta da <strong>AD Communications</strong> per la regia di Stefano Foglia, il racconto <strong>cinematografico</strong> rappresenta un cammino condiviso insieme alle persone che abbiamo messo al centro, rendendole protagoniste. La disabilità rappresenta una parte importante di questo progetto che si svela allo spettatore come una sequenza di momenti di <strong>normalità</strong>, lasciando da parte, volutamente, tutto ciò che è straordinario o speciale.</p>
<blockquote><p><span style="color: #de126a;"><strong>In AD MAIORA non raccontiamo la storia di &#8220;eroi o eroine&#8221; ma persone normali che si raccontano in quel “saliscendi” che è la vita.</strong></span></p></blockquote>
<p>Il <strong>progetto di cinematografia sociale</strong> ci lascia un altro insegnamento: per comunicare la disabilità occorre prima fare un gran lavoro su noi stessi, per imparare a decostruire narrazioni artificiose o distorte. Una convinzione che risulta chiara dopo aver chiesto a <strong>Giusy</strong> <strong>Carella</strong> e <strong>Stefano Pietta </strong>, giornalisti ed esperti dei nuovi media come secondo loro andrebbe comunicato il tema della disabilità:</p>
<p><span style="color: #de126a;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7672 size-medium" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2024/05/4-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></strong></span></p>
<p><span style="color: #de126a;"><strong>Giusy Carella</strong></span> responsabile del Coordinamento Redazione Magazine Online BNB <span style="color: #de126a;"><strong>Buone Notizie Bologna</strong></span>:</p>
<blockquote><p><em>Quando si tratta il tema della disabilità, spesso l’errore principale che si fa è quello di identificare la disabilità con la persona che ce l’ha e viceversa, nel senso che disabilità e persona sono la stessa cosa mentre non è così. </em></p>
<p><em>Rispetto a quando ero ragazzina, oggi fortunatamente questo concetto è stato “bannato” ed infatti alcune parole non sono più ammissibili e utilizzabili in uno scritto o nel parlato, come ad esempio la parola handicap e tutte le sue declinazioni a partire da handicappato. Chi ha una problematica o uno svantaggio psicologico o fisico non è solo il suo svantaggio.</em></p>
<p><em>Altre che non ritengo idonee per parlare di me in quanto persona con disabilità è “diversamente abile” anche perché già la parola diversamente definisce una discriminazione se si parla di una persona e perché mi viene da dire diversamente da chi? Con quale modello vengo messa a confronto e quindi definita diversa? Inoltre, unita alla parola abile mi pongo la domanda del perché le mie abilità devono in qualche modo essere messe in rilevo con una accezione negativa: tutti abbiamo alcune abilità e nello stesso tempo ce ne mancano altre. Io so cantare ma non so dipingere ad esempio, oppure posso lavorare al computer ma non potrò mai lavorare la terra”.</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #de126a;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7673 size-medium" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2024/05/5-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></strong></span></p>
<p><span style="color: #de126a;"><strong>Stefano Pietta</strong>,</span> fondatore della web <span style="color: #de126a;"><strong><a href="https://www.steradiodj.it/" target="_blank" rel="noopener">radio STEDj</a></strong></span></p>
<blockquote><p><em>&#8220;Secondo me le condizioni di disabilità devono essere raccontate senza pietismo da una parte ma specialmente senza esaltazione dall&#8217;altra. Siamo prima di tutto PERSONE.</em></p>
<p><em>la disabilità è una condizione NON una malattia e non un qualcosa di negativo ma un valore aggiunto poi certo in quanto persone naturalmente abbiamo anche delle difficoltà</em></p>
<p><em>Importante raccontare la disabilità senza abilismo che sta proprio nell&#8217;evidenziare troppo positivamente e con troppi elogi quello che una persona fa solo perché ha una condizione di disabilità. Una persona le cose le fa in quanto persona punto”.</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #de126a;"><strong>COMUNICARE LA DISABILITÀ: UNA GUIDA PER I GIORNALISTI</strong></span></h2>
<p>Ad ispirare questo articolo è la nostra scoperta della guida <strong>“<a href="https://www.odg.it/wp-content/uploads/2024/02/Comunicare-la-disabilita.DEF_compressed.pdf" target="_blank" rel="noopener">Comunicare la disabilità. Prima la persona” </a></strong>a cura di Antonio <strong>Giuseppe Malafarina, Claudio Arrigoni e Lorenzo Sani</strong>, edito dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Un testo di riferimento per chi scrive sul tema, con spunti, principi della deontologia, e riferimenti normativi preziosi.</p>
<p>Un volume che parte dal <strong>Testo Unico</strong> dei doveri del Giornalista e in particolare dall’<strong>articolo 6</strong>:</p>
<p><strong><em>“Il giornalista rispetta diritti e la dignità delle persone malate o con disabilità, siano esse portatrici di menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali”.</em></strong></p>
<h2>LA PERSONA  AL CENTRO: INTERVISTA AL GIORNALISTA LORENZO SANI</h2>
<p>Abbiamo avuto il piacere e l&#8217;onore di entrare in contatto con uno dei tre autori della pubblicazione online, <strong><span style="color: #de126a;">Lorenzo Sani, giornalista professionista</span> </strong>a cui abbiamo rivolto delle domande a proposito della guida ma non solo.</p>
<p><span style="color: #de126a;"><strong><em><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7674 size-medium" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2024/05/6-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></em></strong></span></p>
<p><span style="color: #de126a;"><strong>Comunicare la disabilità: possiamo dire che questa guida colma un vuoto informativo? </strong></span></p>
<p><em>«Diciamo che arriva in un momento in cui ci sono segnali di un significativo cambiamento del vento. Si percepisce sempre più chiaramente che la disabilità non è legata alle condizioni di salute, ma all’interazione con l’ambiente. Di conseguenza riguarda tutti, chi per le proprie condizioni di salute e chi in quanto appartenente alla comunità che deve mettere ognuno nelle condizioni di avere pari opportunità. Anche importanti istituzioni come Inps e Agenzia delle Entrate hanno redatto un analogo glossario rivolto ai dipendenti e lo stesso ha fatto Banca Intesa. La parola è il core business dei giornalisti: considerando l’aggiornamento continuo del linguaggio che usiamo per comunicare questo è soprattutto un progetto doveroso».</em></p>
<p><span style="color: #de126a;"><strong>Quale riscontro hai ricevuto dalle persone con disabilità? E quale dai colleghi giornalisti?  </strong></span></p>
<p><em>«Siamo molto soddisfatti del ritorno decisamente favorevole che ha avuto “Comunicare la disabilità, prima la persona”, nel mondo dell’associazionismo e più in generale del terzo settore, impegnato nel mondo della disabilità. Lo stesso dicasi per quello dell’informazione. Alla guida, scaricabile liberamente dal sito odg.it, sarà affiancato anche un corso di formazione on demand, oltre all’edizione cartacea destinata alle scuole di giornalismo. Il pdf on line è accessibile a persone cieche, ipovedenti e con dislessia».</em></p>
<p><span style="color: #de126a;"><strong>Cosa è per te il linguaggio inclusivo?</strong></span></p>
<p><em>«Ti rispondo con una citazione di <strong>Franco Bomprezzi</strong>, perché penso sia ampiamente esaustiva: Le parole sono contenitori, dentro c’è la vita, ci sono le persone, con la loro dignità».</em></p>
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				<div class="et_pb_slides">
					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2024/05/comunicare-la-disabilita-al-centro-la-persona-1.png);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2024/05/comunicare-la-disabilita-al-centro-la-persona-2.png);"></div>
				</div>
			</div>
<p><span style="color: #de126a;"><strong>Qual è il tuo prossimo impegno per la tutela dei diritti delle persone?</strong></span></p>
<p><em>«Sicuramente diffondere il più possibile il nostro progetto, ma l’attenzione ai diritti delle persone è fatta anche di piccoli gesti quotidiani, di una cultura che deve permeare ogni nostra azione. Se vuoi divertirti, vieni a trovarci il primo week end di giugno al parco della Resistenza di San Lazzaro di Savena. C’è la dodicesima edizione di <strong>Happy Hand</strong>. Una festa che mette al centro la persona, quindi una festa per tutti».</em></p>
<p><strong>Comunicare la disabilità</strong>, con le parole giuste, è <strong>una sfida</strong> importante per i giornalisti. Ringraziamo<strong> Giusy, Stefano e Lorenzo</strong> che con il loro punto di vista hanno reso concreta questa nostra riflessione. In chiusura ecco un passaggio della guida destinata ai giornalisti e in generale a tutti, perché ognuno di noi, con un linguaggio inclusivo, può contribuire ad abbattere i muri. I pregiudizi e gli stereotipi sulla disabilità.</p>
<blockquote><p><span style="color: #e80563;"><strong><em>La disabilità non rende migliori o peggiori le persone, ma è una caratteristica dell’individuo e l’obiettivo di un linguaggio rispettoso è ricondurre a ordinarietà le infinite sfaccettature del genere umano. Se continuiamo a pensare che la disabilità sia qualcosa di “diverso”, addirittura di “speciale”, o una grande opportunità per sviluppare “diverse abilità”, come ci ricorda Franco Bomprezzi, collega giornalista che ci ha lasciato nel 2014, «facciamo un grave torto a quei milioni di persone nel mondo che ogni giorno si battono solo per vedere rispettati i propri diritti di cittadinanza alla pari degli altri».</em></strong></span></p></blockquote>
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		<title>COMUNICARE CURA: la gentilezza tra RSA e ospedali</title>
		<link>https://adcommunications.it/comunicare-cura-ospedali-ed-rsa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2024 18:20:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Studio di Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicare cura]]></category>
		<category><![CDATA[CURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è una parola nel vocabolario della comunicazione sanitaria a cui abbiamo assegnato un posto speciale. È la parola CURA. Non solo segno ricorrente nei nostri post ed articoli ma anche concetto (sotteso), tra le righe, delle storie di cui scriviamo. Comunicare CURA e i suoi benefici sono più concreti di quanto crediamo.  Li viviamo come [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">C&#8217;è una <strong>parola</strong> nel vocabolario della <strong>comunicazione sanitaria</strong> a cui abbiamo assegnato un posto speciale. </span>È <span style="color: #000000;">la parola <strong>CURA</strong>. </span><span style="color: #000000;">Non solo segno ricorrente nei nostri post ed articoli ma anche concetto (sotteso), <strong>tra le righe,</strong> delle storie di cui scriviamo. <strong>Comunicare CURA</strong> e i suoi benefici sono più concreti di </span><span style="color: #000000;">quanto crediamo.  </span><span style="color: #000000;">Li viviamo come <strong>persone, talvolta nelle vesti di pazienti, </strong>ma anche come <strong>professionisti</strong> della comunicazione che hanno scelto di dedicarsi ai temi sanitari con <strong>trasparenza</strong> ed <strong>etica. </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Insieme a <strong>CURA </strong>l&#8217;altra parola chiave,<strong> per il 2024, </strong>è<strong> gentilezza, </strong>poiché siamo convinti che un approccio curato e gentile dia una sensazione di benessere e di ottimismo.<strong> </strong>Sono le<strong> parole empatiche</strong> che generano relazioni positive e a loro volta rendono migliore la qualità del nostro tempo e delle nostre reti sociali oltre che professionali.</span></p>
<h2><span style="color: #e00d54;"><strong>COMUNICARE con CURA E GENTILEZZA tra RSA e ospedali</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Secondo l&#8217;esperienza della nostra agenzia, il <strong>tempo della (buona) comunicazione </strong>è un<strong> tempo di cura</strong> inteso come quel voler e dover <strong>mettere in fila parole e immagini che abbiano la capacità di trasmettere l&#8217;essenza delle storie e delle persone. </strong></span><span style="color: #000000;"><strong>Tutto ciò noi lo definiamo ricerca dell&#8217;autenticità e della bellezza. </strong>La comunicazione genera benefici quando si apre all’<strong>ascolto</strong>, con disponibilità e <strong>gentilezza</strong>, per creare un ponte, una relazione, alimentata dal <strong>dialogo </strong>e da una <strong>fiducia reciproca</strong>. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per questo 2024 ecco le <strong>parole che curano, una guida per </strong><strong>AD Communications</strong>: </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7625 size-large" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2024/01/Pink-Illustrated-Effective-Communication-Infographic-Post-di-Facebook-1024x858.png" alt="" width="1024" height="858" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2024/01/Pink-Illustrated-Effective-Communication-Infographic-Post-di-Facebook-980x822.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2024/01/Pink-Illustrated-Effective-Communication-Infographic-Post-di-Facebook-480x402.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></p>
<h2><span style="color: #e00d54;"><strong>Dalle storie di cura alle storie di vita</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Desiderosi di comunicare con cura in questi anni ci siamo avvicinati oltre che addentrati nella <strong>comunicazione sanitaria, </strong>un campo che ci ha dato l’opportunità di imbatterci in tante, anche emozionanti, <strong>storie di vita. </strong>Le abbiamo raccontate in vario modo: alcune volte attraverso la <strong>spiegazione delle stesse patologie per bocca dei clinici</strong>, altre volte raccogliendo le dirette <strong>testimonianze di pazienti </strong>che sono giunti ad una nuova consapevolezza, migliorando l&#8217;autostima e la fiducia in loro stessi. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dagli ospedali alle strutture per la terza età, in questi anni la regola alla base delle nostra comunicazione è rimasta invariata: </span><span style="color: #000000;"><strong>mettere al centro la persona e il rispetto prima di ogni altra finalità comunicativa, dai social a tutte le altre piattaforme.</strong></span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Riabilitazione Metabolica a Villa Pineta: la testimonianza di un paziente" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/7hR3EEEEVCI?start=1&#038;feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="color: #000000;">Come comunicatori e giornalisti specializzati nella divulgazione di temi sanitari, di fronte ad un Sistema Sanitario Nazionale che necessita di più innovazione e di una complessiva riorganizzazione, la nostra missione rimane quella di portare avanti una <strong>comunicazione</strong> <strong>positiva nella sua limpidezza</strong>, scevra da ogni rappresentazione che possa essere minimamente distorta. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">In che modo? Ci vengono in aiuto le <strong>foto</strong> e i <strong>video</strong> per testimoniare le buone pratiche per la salute e la riabilitazione delle persone all&#8217;interno delle strutture ospedaliere ma anche nei luoghi di cura, nel mondo sociosanitario. </span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">In altre parole mostriamo e documentiamo che <strong>COMUNICARE è CURARE</strong>.</span></h2>
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				<div class="et_pb_slides">
					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/11/2.png);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/11/CRA-Villa-Giulia-di-Pianoro-2.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/11/CRA-Villa-Giulia-di-Pianoro-1.jpg);"></div>
				</div>
			</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Abbiamo anche la fortuna di affiancare realtà e organizzazioni di cura che hanno posto come loro principio cardine, per noi sempre presente oltre che prezioso, quello di</span> <strong><a href="https://www.rizzolilibri.it/libri/guarire-il-paziente-curare-la-persona/" target="_blank" rel="noopener">Guarire il paziente e curare la persona, volendo ispirarci al titolo del libro dello psichiatra Luigi Gallimberti.</a></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">La persona, oltre la malattia. </span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Non un numero tra tanti, ma una precisa identità da accogliere e da rispettare, anche nelle paure e incertezze di affrontare un percorso che lo riabiliti e lo riporti ad una nuova fase della vita. </span><span style="color: #000000;">In ogni storia che abbiamo filmato o raccontato attraverso forme diverse di storytelling, ci siamo accorti di quanto sia importante una <strong>relazione costruttiva tra medico e paziente</strong> ma anche tra lo stesso paziente e le altre figure &#8211; come gli infermieri &#8211;  che si fanno carico dei bisogni in <strong>maniera integrata ed olistica</strong>. </span><span style="color: #000000;">Non solo quelli biologici ma anche psicologici e sociali. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>La salute è unica</strong>. </span></p>
<h2><span style="color: #e00d54;"><strong>LA RIVOLUZIONE GENTILE NEI LUOGHI DI CURA</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">La comunicazione buona, quella empatica nel rispetto della deontologia, infonde con immediatezza benessere a quanti vivono una condizione di fragilità e nelle parole degli altri trovano un riparo, un &#8220;sollievo&#8221;. </span><span style="color: #000000;">Ne è un esempio <strong>Villa Giulia, Casa residenza per anziani di Pianoro</strong>, in provincia di Bologna, che nel mese di dicembre, in chiusura del 2023, ha accolto il team di AD Communications per un incontro incentrato sulla strategia della comunicazione. Grazie alla sensibilità della Direzione è stato possibile condividere con tutto il personale di cura i risultati in termini di immagine, reputazione e <strong><em>brand awareness</em></strong> (consapevolezza del marchio) raggiunti, &#8220;brindando&#8221; ai traguardi futuri da raggiungere con un lavoro di squadra ed una leadership che sia capace di valorizzare tutte le figure del team. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questo che segue è il lavoro rappresentato all&#8217;evento &#8220;<strong>Brindiamo alla comunicazione</strong>&#8221; nella CRA di Pianoro, nell&#8217;ottica di una piena condivisione.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Comunicare Cura -  Il caso studio della CRA Villa Giulia.pdf" src="https://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/key/4JNZPsgR0FcoXB" width="427" height="356" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" style="border:1px solid #CCC; border-width:1px; margin-bottom:5px; max-width: 100%;" allowfullscreen> </iframe> </p>
<div style="margin-bottom:5px"> <strong> <a href="https://www.slideshare.net/DeborahAnnolino/comunicare-cura-il-caso-studio-della-cra-villa-giuliapdf" title="Comunicare Cura - Il caso studio della CRA Villa Giulia.pdf" target="_blank">Comunicare Cura &#8211; Il caso studio della CRA Villa Giulia.pdf</a> </strong> from <strong><a href="https://www.slideshare.net/DeborahAnnolino" target="_blank">Deborah Annolino</a></strong> </div>
<h2></h2>
<h2><span style="color: #e00d54;"><strong>ALLEANZA TERAPEUTICA: UN VALORE CHE AGGIUNGE CURA</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">in generale nella <strong>comunicazione sanitaria</strong> c’è sempre uno spazio dedicato alla cosiddetta<strong> “alleanza” terapeutica</strong>, intesa come approccio multiprofessionale e multidisciplinare di fronte alla presa in carico di bisogni di salute sempre più complessi. Di questa imprescindibile <strong>alleanza di cura</strong> ne parla il</span> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=1fh7flc_Lxk&amp;list=PLQlw5XkUKwr-OiIeqg4q6QpVZ3Frkuj4g" target="_blank" rel="noopener">prof. Carlo Guastamacchia con riferimento al suo libro <strong>Comunicare è Curare</strong></a>. <span style="color: #000000;">Il docente fa riferimento al concetto essenziale espresso nell’<strong>articolo 20 del Codice Deontologico di medici e odontoiatri</strong>:</span></p>
<blockquote><p><span style="color: #000000;"><em>“Il medico nella relazione persegue <strong>l’alleanza di cura</strong>, fondata sulla reciproca <strong>fiducia</strong> e sul mutuo rispetto dei valori e dei diritti e su <strong>un’informazione comprensibile e completa</strong>, considerando il <strong>tempo della comunicazione quale tempo di cura”.</strong></em></span></p></blockquote>
<h3><span style="color: #000000;">In conclusione ogni <strong>relazione è un processo</strong> che richiede cura e attenzione. </span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Questo è ancora più vero nel</span> <a href="https://adcommunications.it/comunicazione-medico-paziente-google-terzo-incomodo/">rapporto tra medico e paziente, messo costantemente a dura prova dall’interferenza di Google</a> <span style="color: #000000;">e da altri fattori legati ad entrambi gli attori: a volte per l’incapacità del medico di farsi comprendere a causa di un linguaggio tecnico e volutamente &#8220;inaccessibile&#8221; altre volte per mancanza di fiducia del paziente che al proprio medico preferisce i responsi di Google, privi di autorevolezza e affidabilità.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In tutti i casi, è scientificamente provato, che il </span><strong style="color: #000000;">coinvolgimento attivo del paziente</strong><span style="color: #000000;"> incrementa l’</span><strong style="color: #000000;">efficienza delle terapie</strong><span style="color: #000000;"> e i successivi processi decisionali, migliorando così le possibilità di successo delle cure. </span><span style="color: #000000;">Partendo dall’assunto secondo cui l’alleanza terapeutica è anche <strong>alleanza nella comunicazione</strong>, la</span> <a href="https://adcommunications.it/linguaggio-comunicazione-sanitaria/" target="_blank" rel="noopener">sfida più importante riguarda e riguarderà sempre più il linguaggio e i valori della comunicazione</a></p>
<p><span style="color: #000000;">Un <strong>linguaggio che dovrà essere sempre più &#8220;curato&#8221; ed equilibrato</strong> tra due attori indispensabili:</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> il medico, portatore di saperi e di aspettative, e il paziente, bisognoso di risposte e di cura, oltre la malattia.</span></p>
<h2><strong><span style="color: #e60751;">Buona comunicazione sanitaria, in uno sfidante 2024!</span></strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Instagram: quando il social crea l&#8217;emozione</title>
		<link>https://adcommunications.it/instagram-il-social-che-crea-emozione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 09:22:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[emozione]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Instagram è il social del visual storytelling &#8211; una narrazione che si avvale di elementi visivi quali foto e video &#8211; capace di creare un&#8217;emozione. La forza di alcuni social media è rendere unica la narrazione fino, talvolta, a toccare la nostra sensibilità. Emozionarsi è un bisogno che appartiene da sempre all&#8217;uomo e il web, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000"><strong>Instagram</strong> è il social del <span style="color: #e60b5f"><strong>visual storytelling </strong></span>&#8211; <span style="color: #e60b5f"><strong>una narrazione che si avvale di elementi visivi </strong></span>quali foto e video &#8211; capace di creare un&#8217;<strong>emozione. </strong>La forza di alcuni social media è rendere unica la narrazione fino, talvolta, a toccare la nostra sensibilità.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000">Emozionarsi è un bisogno che appartiene da sempre all&#8217;uomo</span></strong><span style="color: #000000"> e il web, con le sue piattaforme si è trasformato in un vettore che diffonde storie ed esperienze che per il loro impatto possono aumentare i livelli di coinvolgimento cognitivo ed emotivo nelle altre persone.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Ma quali sono i social più idonei a costruire una strategia emozionale senza per questo che il brand rinunci alla trasmissione di un messaggio efficace? </span></p>
<p><span style="color: #000000"><strong>Nel podio troviamo Instagram</strong>. Il perché è presto detto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #000000"><strong><span style="color: #e60b5f">EMOZIONARSI CON LEGGEREZZA SU INSTAGRAM</span></strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000">Nato nel 2010, Instagram si conferma lo spazio ideale per la condivisione di foto e brevi video, adatti ad un tipo di brand che vuole procurare un&#8217;emozione ma farlo <b>con</b> <strong>leggerezza</strong>. La sua forza, al punto da essere considerato il social dello storytelling, è la molteplice sfumatura che può assumere un contenuto: <strong>storia, post, ree il tutto condito con la musica del momento o ancora meglio adatta al momento da comunicare</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Nel report </span><span style="color: #0000ff"><a style="color: #0000ff" href="https://wearesocial.com/it/blog/2022/02/digital-2022-i-dati-italiani/"><strong>We Are Social</strong></a></span><span style="color: #000000"><a style="color: #000000" href="https://wearesocial.com/it/blog/2022/02/digital-2022-i-dati-italiani/">, </a>Instagram si posiziona al terzo posto tra i social più utilizzati e non solo dai giovanissimi. Appare evidente il loro interesse, e insieme quello dei brand, per il mondo dell’intrattenimento connesso al social dove è possibile accedere all&#8217;approfondimento tramite <strong>link in bio</strong>. </span></p>
<p><span style="color: #000000">In altre parole non solo istantaneità ma <strong>ipertestualità</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000">In uno dei nostri articoli, correva l’anno 2018, raccontavamo <span style="color: #0000ff"><a style="color: #0000ff" href="https://adcommunications.it/instagram-quante-storie-un-algoritmo/" target="_blank" rel="noopener">Instagram come il Social capace di rubare il cuore ai millennials con il suo super Algoritmo.</a></span>  Oggi la musica alza il volume e i brand, a tutti i livelli, hanno deciso di vivere a pieno la piattaforma, accoglie un pubblico sempre più eterogeneo.</span></p>
<h2></h2>
<h2><span style="color: #000000"><strong><span style="color: #e60b5f">ESSERE SE STESSI PREMIA </span></strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000">Le foto sono parte della nostra vita, sia di quella reale e social. Ne facciamo tante e una parte, quelle più iconiche per noi e per la nostra immagine, vengono pubblicate per raccontare attimi della nostra vita e del nostro lavoro.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Instagram per la sua immediatezza diventa il contenitore ideale. Il segreto per essere apprezzati? Essere se stessi, p</span><span style="color: #000000">arlare dritto al cuore, senza perdersi in fronzoli o dettagli che invece di amplificare il messaggio possono distrarre fino all&#8217;abbandono del profilo.</span></p>
<p><span style="color: #000000"><strong>Essere noi stessi è il nostro impegno</strong>: dalle riunioni ai convegni, amiamo concederci uno “scatto” che immortali la bellezza di un momento vissuto insieme e condiviso.</span></p>
<blockquote>
<h2><span style="color: #e60b5f"><strong>Una foto è un ricordo del passato con cui nutrire il futuro </strong></span></h2>
</blockquote>
<div class="et_pb_slider et_pb_slider_fullwidth_off et_pb_gallery_post_type">
				<div class="et_pb_slides">
					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2023/02/Instagram-e-lo-storytelling-3.png);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2023/02/Instagram-e-lo-storytelling-1.png);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2023/02/Instagram-e-lo-storytelling-2.png);"></div>
				</div>
			</div>
<h2><span style="color: #e60b5f"><strong>CREARE POST EMOZIONALI: 3 CONSIGLI</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000">L&#8217;obiettivo principale del <strong>Visual Storytelling</strong> è trasmettere empatia e fiducia attraverso l&#8217;immagine che selezioniamo ma anche il testo. La cosiddetta <em>caption</em> di Instagram, se accompagnata da un&#8217;immagine evocativa e dagli hashtag (#) accuratamente seleziionati può conquistare i nuovi followers oltre che fidelizzare i presenti.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Fare storytelling significare prendersi cura delle parole. </span><span style="color: #000000">Ecco tre consigli da seguire per creare dei post emozionali:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000"><strong><span style="color: #e3196a">Usa la Creatività</span></strong>: utilizza immagini</span><span style="color: #000000"> dai colori accattivanti e in linea con il profilo;</span></li>
<li><span style="color: #000000"><strong><span style="color: #e3196a">Crea l’armonia</span></strong>: trova un equilibrio tra immagine (o video), testo e musica;</span></li>
<li><span style="color: #000000"><strong><span style="color: #e3196a">Scegli gli hashtag (giusti)</span></strong>: per ampliare il tuo pubblico.</span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-7363 alignleft" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2023/02/Rachele-Rossi-Instagram-300x300.png" alt="" width="237" height="237" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2023/02/Rachele-Rossi-Instagram-300x300.png 300w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2023/02/Rachele-Rossi-Instagram-150x150.png 150w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2023/02/Rachele-Rossi-Instagram-45x45.png 45w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2023/02/Rachele-Rossi-Instagram.png 398w" sizes="(max-width: 237px) 100vw, 237px" /></p>
<h1><span style="color: #000000"><strong><span style="color: #e60b5f">INSTAGRAM e L&#8217;EMOZIONE: PAROLA A RACHELE ROSSI</span> </strong></span></h1>
<p><span style="color: #000000"><span style="color: #0000ff"><strong><a style="color: #0000ff" href="https://rachelerossi.it/chi-sono/">Rachele Rossi</a></strong></span> è una Social Media Manager che ha deciso di aprire un proprio profilo Instagram per aiutare gli altri a raggiungere i propri obiettivi attraverso la piattaforma.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Noi le abbiamo rivolto alcune domande per sapere come ottenere risultati migliori di visibilità ed engagement su Instagram.</span></p>
<p><span style="color: #e60b5f"><strong>Come generare un&#8217;emozione su Instagram? Ha più potere emozionale una foto o un reel?</strong></span></p>
<p><em><span style="color: #000000">Per generare un&#8217;emozione è necessario partire da una buona strategia, che permette di capire su cosa fare leva in base a quelli che sono gli argomenti più sensibili per il proprio target. Sia le foto che i reels possono generare forti emozioni; generalmente un video ha più effetto perché offre a chi lo guarda maggiore coinvolgimento, oltre al fatto che spesso è più facile da realizzare rispetto ad una foto.</span></em></p>
<p><span style="color: #e60b5f"><strong>Quanto è importante il testo e come si scrive un copy emozionale?</strong></span></p>
<p><em><span style="color: #000000">Su Instagram pochissimi leggono le caption, quindi c&#8217;è tutto un processo che deve essere svolto per portare le persone della propria community a farlo, come ad esempio storie specifiche per quella giornata e più nel complesso sviluppare nel corso del tempo una buona relazione con i propri follower. Per generare un copy emozionale la cosa più importante è scegliere il tema giusto ed esprimere i propri sentimenti. Più si è reali, veri e sinceri più è facile emozionare gli altri toccando le corde giuste.</span></em></p>
<p><span style="color: #e60b5f"><strong>Dando uno sguardo alla veste grafica di un canale, ci sono colori in grado di generare emozioni positive più di altri?</strong></span></p>
<p><em><span style="color: #000000">Ci sono colori più facilmente gestibili, ad esempio l&#8217;arancione e il giallo che hanno poche &#8220;controindicazioni&#8221;, mentre è più difficile dosare colori forti come il rosso che è un colore che esprime sia passione che pericolo o il nero che è legato al mondo del lusso ma anche della morte. In generale non esistono colori migliori di altri, ma tonalità più o meno adatte in base a ciò che ciascun brand nello specifico vuole comunicare.</span></em></p>
<h2></h2>
<h2><span style="color: #e60b5f"><strong>ESSERCI PER COMUNICARE </strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000">Viviamo una presenza costante dei social network nella nostra vita al punto da creare connessioni tra reale e virtuale con gli amici ma anche con i colleghi.</span></p>
<p><span style="color: #000000">La sfida è trovare la misura giusta nell’utilizzo di qualsiasi piattaforma e far sì che il mezzo non sostituisca il valore della relazione.</span></p>
<div id="attachment_7362" style="width: 883px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7362" class="wp-image-7362" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2023/02/Instagram-e-lo-storytelling-5-1024x595.png" alt="" width="873" height="507" /><p id="caption-attachment-7362" class="wp-caption-text">Il team di AD Communications</p></div>
<p><strong><span style="color: #e3196a">Il VIRTUALE non può e non deve sostituire Il REALE.</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000"> La piattaforma rimane il contenitore e il mezzo dei nostri messaggi; l’anima invece siamo noi con i nostri pensieri e le nostre parole. E mai nessun social, neanche il più instantaneo e diretto, riuscirà a sostituire la bellezza di un incontro nel mondo reale.</span></p>
<p style="text-align: right"><span style="color: #000000"><strong><em>Articolo a cura di Antonella De Stefano</em> </strong></span></p>
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		<title>Da Villa Bellombra al Festival di ASVIS: la sostenibilità fa goal</title>
		<link>https://adcommunications.it/eventi-per-la-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Venturi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2022 19:43:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Studio di Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[agenda 2030]]></category>
		<category><![CDATA[festival ASVIS]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Bellombra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://adcommunications.it/?p=7252</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un’alleanza positiva con aziende e network questo primo scorcio d’autunno ha trovato AD Communications, pronta a informare e sensibilizzare sui temi della sostenibilità. Come comunicatori e giornalisti siamo impegnati nella comunicazione di settori diversi: dalla sanità al mondo delle costruzioni, per diffondere con ottimismo, in questo clima di incertezza, le buone pratiche e ispirare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/eventi-per-la-sostenibilita/">Da Villa Bellombra al Festival di ASVIS: la sostenibilità fa goal</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">In un’alleanza positiva con <span style="color: #eb1e55;"><strong>aziende e network </strong></span>questo primo scorcio d’autunno ha trovato </span><span style="color: #eb1e55;"><strong>AD Communications,</strong></span><span style="color: #000000;"> pronta a informare e sensibilizzare sui temi della <strong>sostenibilità</strong>. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Come comunicatori e giornalisti siamo impegnati nella comunicazione di settori diversi: dalla sanità al mondo delle costruzioni, per diffondere con ottimismo, in questo clima di incertezza, le buone pratiche e ispirare un cambiamento possibile</span>.</p>
<p><span style="color: #000000;">Esattamente 50 anni fa tre giovani scienziati pubblicavano <em>I limiti dello sviluppo:</em> un rapporto che già nel 1972 guardava al</span> <span style="color: #eb1e55;"><strong>futuro del Pianeta</strong> </span><span style="color: #000000;">parlando di</span> “<strong><span style="color: #eb1e55;">sviluppo sostenibile</span></strong>”<span style="color: #000000;">, risorse limitate e un possibile <em>overshoot</em> della Terra. </span><span style="color: #000000;">Non era una profezia, piuttosto una presa di coscienza, supportata da idee e suggerimenti per affrontare i problemi di un approccio <em>business as usual</em>.</span></p>
<h1><span style="color: #eb1e55;"><strong>Oggi cosa è cambiato?</strong></span></h1>
<p><span style="color: #000000;">Di fatto non molto ma siamo ancora in tempo per <strong>invertire la rotta</strong>. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>OCCORRE AGIRE ORA E IN FRETTA</strong>, come ci insegna e ricorda <strong>l&#8217;Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile che in Italia promuove il Festival dello Sviluppo Sostenibile</strong>. La nostra è una visione fiduciosa e realista: che incoraggia a intraprendere nuove sfide e <strong>investire con convinzione e generosità</strong> nei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell<strong>’</strong><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://unric.org/it/agenda-2030/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agenda ONU 2030</strong>: </a></span><strong>un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità.</strong></span></p>
<h2><strong><span style="color: #eb1e55;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7253 size-full" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/rapporto-asvis-sviluppo-sostenibile.jpeg" alt="Agenda 2030 sostenibilità" width="740" height="416" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/rapporto-asvis-sviluppo-sostenibile.jpeg 740w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/rapporto-asvis-sviluppo-sostenibile-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 740px, 100vw" /></span></strong></h2>
<h2><strong><span style="color: #eb1e55;">Nuova Villa Bellombra, un ospedale sostenibile</span> </strong></h2>
<p><span style="color: #000000;">Dopo la pausa estiva, il primo evento connesso con la sostenibilità ha acceso i riflettori sul<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.villabellombra.it/inaugurata-la-nuova-villa-bellombra/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #000000;">l’</span><strong>inaugurazione della nuova Villa Bellombra, </strong></a></span>ospedale che nel 2009 ha fondato a Bologna il <strong>Consorzio ospedaliero Colibrì</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La nuova <strong>Villa Bellombra</strong>, un <strong>ospedale-parco</strong> di 8000 metri quadri per la riabilitazione intensiva con tecnologia robotica. L&#8217;ospedale è stato progettato secondo i principi del benessere e della sostenibilità ambientale, in un’ottica di ecosistema che abbina la salute, il beneficio per la comunità e una spinta propulsiva a “fare verde”. Un modello di <em>smart business</em> all’avanguardia, intelligente, green, che migliora la vita quotidiana e l’ambiente in cui viviamo. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel giorno dell&#8217;inaugurazione,</span><span style="color: #000000;"> il nostro team ha curato: l&#8217;ufficio stampa; le interviste alle autorità; l&#8217;aggiornamento dei canali social per raccontare in tempo reale l&#8217;evento e i suoi sviluppi, tra cui l&#8217;apertura della mostra &#8220;<strong>Arcadia</strong>&#8221; a cura di the rooom, ospitata nella <em>hall</em> dell&#8217;ospedale e visitabile tutti i giorni.</span></p>
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					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/Villa-Bellombra-evento-per-la-sostenibilita.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/Intervista-Averardo-Orta-Inaugurazione-nuova-Villa-Bellombra.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/image1.jpeg);"></div>
				</div>
			</div>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #eb1e55;"><strong>GUARDA IL SERVIZIO REALIZZATO DA AD COMMUNICATIONS</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Abbiamo anche realizzato un <strong>servizio di videostorytelling</strong> con le interviste all&#8217;AD Averardo Orta e ad altri ospiti intervenuti alla cerimonia di inaugurazione della struttura ospedaliera, in via Casteldebole, Bologna.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Inaugurazione Villa Bellombra" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/p-1dqM2wNIU?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<blockquote><p><span style="color: #000000;"><strong>Churchill</strong> diceva: “<em>gli aquiloni volano più in alto controvento, non con il vento a favore</em>”.  </span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000;">E “questo tempio del coraggio” &#8211; come lo ha definito <strong>Averardo Orta,</strong> Amministratore Delegato di Villa Bellombra e del Consorzio Ospedaliero Colibrì  &#8211; siamo certi possa rappresentare non solo l’occasione di <strong>essere pionieri su tematiche divenute urgenti</strong> ma anche, e soprattutto, uno straordinario esempio di come innovazione tecnologica e cultura ecologica costituiscano un binomio non solo necessario, ma soprattutto fattibile.</span></p>
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					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/Inaugurazione-nuova-Villa-Bellombra.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/Villa-Bellombra_taglio-del-nastro.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/Inaugurazione-nuova-Villa-Bellombra-2.jpg);"></div>
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<h2><strong><span style="color: #eb1e55;">Emilia-Romagna e l’impegno nella sostenibilità</span> </strong></h2>
<p><span style="color: #000000;">L’<strong>Emilia-Romagna</strong> da sempre tra i territori più evoluti, è impegnata nel raggiungimento degli obiettivi di <strong>Agenda 2030.</strong>  In tal senso la Regione ha stilato un piano strategico di azione nell’ambito del patto per il lavoro e per il clima per generare uno sviluppo territoriale sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico finalizzato ad attuare la transizione ecologica. Dalle imprese di sanità a quelle impegnate nei più disparati campi e aderenti all’Associazione per la RSI, in tante hanno invertito rotta, imboccando la strada della sostenibilità e innescare l’emulazione delle buone pratiche.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Come agenzia di comunicazione, che ha fatto della <strong>responsabilità sociale</strong> un valore fondante, abbiamo il piacere di lavorare da tempo come partner di imprese che hanno un <strong>impatto positivo sulla società</strong> e stanno costruendo il futuro, dei loro dipendenti ma anche delle comunità, secondo un codice etico. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> Il nostro desiderio, </strong>non vogliamo infatti chiamarlo compito<strong>, è portare alla luce vissuti aziendali, trasformarli in notizia, </strong>senza dimenticare il contesto in cui si riflettono e i possibili benefici per la collettività. <strong>Ed è a queste imprese</strong> che <strong>AD Communications</strong> si impegna a dare voce, attraverso articoli, interviste e servizi video, nel solco del <strong>giornalismo costruttivo</strong>.</span></p>
<h2><span style="color: #eb1e55;"><strong>Il Festival di ASVIS per lo Sviluppo Sostenibile</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Un altro momento chiave per i temi green, è il <strong>Festival dello Sviluppo Sostenibile</strong> organizzato da <strong>ASviS</strong> (Associazione Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) in tutta Italia. Con l’hashtag <strong>#stiamoagendo</strong>, la 5^ edizione è stata organizzata nel mese di ottobre a Modena dall’<strong>Associazione per la Responsabilità Sociale d’Impresa. </strong>L&#8217;obiettivo è di diffondere e <strong>sensibilizzare sui temi del cambiamento climatico e sulle questioni ambientali e sociali, </strong>parlando alla società civile tutta.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per il terzo anno di fila la nostra agenzia di comunicazione era attivamente presente all’evento dedicato alle buone pratiche per la sostenibilità, in chiave </span><span style="color: #000000;">interdisciplinare e trasversale, proprio come vuole Agenda 2030.</span></p>
<p><a href="https://adcommunications.it/agenda-2030-accende-modena-con-il-festival-dello-sviluppo-sostenibile/">RILEGGI IL NOSTRO ARTICOLO SUL FESTIVAL DELLO SVILUPPO SOSOSTENIBILE 2021</a></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla nostra <strong>Deborah Annolino</strong> è stata riconferma</span><span style="color: #000000;">ta </span><span style="color: #000000;">la conduzione dei lavori sul palco del Laboratorio Aperto di Modena, con momenti di dialogo e interviste a personalità nell’ambito politico, giornalistico. <strong>Molto più di un appuntamento annuale. Una concreta possibilità di cambiamento, di azione.</strong></span></p>
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					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/309857659_667126981647571_2023885274104591527_n.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/311013313_667126074980995_8954762162746412092_n-1.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/310282879_667126188314317_9120114352372247109_n.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/309910409_667126064980996_7942354871196471737_n.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/image0.jpeg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/10/AD-Communications-agenzia-di-comunicazione-per-la-sostenibilita.jpg);"></div>
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<blockquote><p><span style="color: #000000;">Con l’auspicio, citando <strong>Claudio Testi, Presidente dell’Associazione per la RSI</strong>, “<em>che non dovrebbe limitarsi ad essere un evento, ma costituire un punto di partenza per coinvolgere sempre più protagonisti in un percorso che è ineludibile, in cui bisogna fare!</em>”.</span></p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>RIVEDI IL FESTIVAL SU YOUTUBE</strong></span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="4 Ottobre ore 9.00" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/0Lk7H8Q86pw?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #000000;">Articolo a cura di <strong>Alessandra Venturi</strong></span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/eventi-per-la-sostenibilita/">Da Villa Bellombra al Festival di ASVIS: la sostenibilità fa goal</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Cultura della sostenibilità: Strada degli Scrittori e Treccani uniti per il Pianeta</title>
		<link>https://adcommunications.it/cultura-della-sostenibilita-strada-degli-scrittori-e-treccani-uniti-per-il-pianeta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Venturi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 10:18:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[master di scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Strada degli Scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[Treccani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://adcommunications.it/?p=7210</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/cultura-della-sostenibilita-strada-degli-scrittori-e-treccani-uniti-per-il-pianeta/">Cultura della sostenibilità: Strada degli Scrittori e Treccani uniti per il Pianeta</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><span style="color: #000000">Il <strong>cambiamento climatico</strong> fa il suo corso, che ci piaccia o no. Molti effetti sono già evidenti e stanno deturpando il Pianeta, mettendo a rischio l’intero ecosistema, dalla flora alla fauna, passando dalla nostra specie.</span></p>
<p><span style="color: #000000"><strong>Lungi da noi alimentare forme di terrorismo mediatico</strong> ma gli effetti di questo profondo “squilibrio”, di cui siamo in parte responsabili, sono evidenti: l’innalzamento dei mari, lo scioglimento dei ghiacciai, fenomeni meteoclimatici estremi come alluvioni e nubifragi o di contro lunghi periodi di siccità come quello che stiamo vivendo, con conseguenze economiche e danni irreparabili alla biodiversità, un patrimonio che non sarà possibile ricomporre come tessere di un puzzle.</span></p>
<h2><span style="color: #ff0066"><strong>È</strong><strong> tempo di agire!</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000">Non è un’opzione, ma una “imposizione” che la nostra coscienza, individuale e collettiva dovrebbe porsi ogni singolo giorno, di fronte a scelte e comportamenti quotidiani. Occorre abbandonare vecchi sistemi energivori, ancorati all’uso dei combustibili fossili che generano dipendenze geopolitiche, disuguaglianze e conflitti per promuovere un processo di economia circolare e di transizione ecologica.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Per compiere questo “salto” culturale sono richiesti tre valori: <strong>Coraggio,</strong> <strong>Cultura e Consapevolezza</strong>.</span></p>
<h2><span style="color: #ff0066"><strong>La cultura della sostenibilità: il ruolo educativo del MASTER della STRADA DEGLI SCRITTORI insieme a TRECCANI</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000"><a style="color: #000000" href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/07/Sostenibilita-La-tua-storia-1280-720-px-002.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7211 size-full" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/07/Sostenibilita-La-tua-storia-1280-720-px-002.png" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/07/Sostenibilita-La-tua-storia-1280-720-px-002.png 1920w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/07/Sostenibilita-La-tua-storia-1280-720-px-002-1280x720.png 1280w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/07/Sostenibilita-La-tua-storia-1280-720-px-002-980x551.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/07/Sostenibilita-La-tua-storia-1280-720-px-002-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1920px, 100vw" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000">L’attenzione a quanto sta accadendo, con impatti a livello ambientale, sociale ed economico non più sostenibili, hanno spinto l’associazione <a style="color: #000000" href="https://www.stradadegliscrittori.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Strada degli Scrittori</strong></a> a porre l’accento ed il programma del <strong>6° Master di Scrittura</strong> sulle <a style="color: #000000" href="https://www.stradadegliscrittori.com/torna-il-master-di-scrittura-della-strada-degli-scrittori-borse-di-studio-disponibili/" target="_blank" rel="noopener"><strong>parole della sostenibilità</strong></a>, con la direzione scientifica della <a style="color: #000000" href="https://www.treccani.it/cultura/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Fondazione Treccani Cultura</strong></a>.</span></p>
<p><span style="color: #000000"><strong>Formazione, consapevolezza, cooperazione, transizione, futuro</strong> sono alcune delle parole scelte da Treccani insieme ai relatori del Master per aprire riflessioni sul futuro coinvolgendo le nuove generazioni. Il concetto di sostenibilità, infatti, si fonda sulla necessità di stringere un <strong>patto tra generazioni</strong> <strong>diverse</strong>, all’insegna del rispetto reciproco e dell’agire uniti per il Pianeta.</span></p>
<h2><span style="color: #ff0066"><strong>Le parole della sostenibilità: intervista a Massimo Bray e Loredana Lucchetti</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000">Le “<strong>parole della sostenibilità</strong>” è il tema del master promosso dalla Strada degli Scrittori in questo mese di luglio e si concilia con l’obiettivo dell’Accademia Treccani di aumentare la conoscenza e la consapevolezza, dei giovani ma non solo, sui temi ambientali.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Di cultura e sostenibilità abbiamo parlato con il direttore generale di Treccani <strong>Massimo Bray</strong> e <strong>Loredana Lucchetti</strong> della Fondazione Treccani Cultura. Ecco l’intervista a cura della nostra giornalista Deborah Annolino.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Treccani, la cultura accelera la sostenibilità: intervista a Massimo Bray e Loredana Lucchetti " width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/fqve_2f8oV4?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="color: #000000">Per noi di <strong>AD Communications</strong> che abbiamo fatto della <strong>comunicazione un impegno etico</strong>, la cura delle parole insieme al giornalismo costruttivo sono indispensabili. Spinti dal desiderio di un aggiornamento continuo, anche quest’anno abbiamo seguito in streaming le lezioni del Master di scrittura realizzato al Polo culturale San Lorenzo di Agrigento.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Perfetta l’organizzazione ed equilibrato il programma, contributi intellettuali di altissimo livello come quello di <strong>Don Luigi Ciotti,</strong> il tutto con il sapiente coordinamento di <strong>Felice Cavallaro</strong>, firma di punta del Corriere della Sera e direttore della Strada degli Scrittori che lo scorso anno abbiamo intervistato sul tema <a style="color: #000000" href="https://adcommunications.it/le-parole-della-pandemia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“<span style="color: #ff0066">Le parole della pandemia</span>”.</strong></a></span></p>
<h2><span style="color: #000000"><em>Non vi è dubbio, abbiamo tutti bisogno di investire nella <strong>cultura</strong> <strong>della sostenibilità</strong> e noi siamo pronti ad affiancare il prestigioso network &#8211; simbolo di una letteratura siciliana immortale celebre in tutto il mondo &#8211; anche per le prossime iniziative!</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/cultura-della-sostenibilita-strada-degli-scrittori-e-treccani-uniti-per-il-pianeta/">Cultura della sostenibilità: Strada degli Scrittori e Treccani uniti per il Pianeta</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
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		<title>AD Maiora: in viaggio con un &#8220;bagaglio&#8221; di resilienza</title>
		<link>https://adcommunications.it/ad-maiora-in-viaggio-con-un-bagaglio-di-resilienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AdAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 08:33:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[AD MAIORA]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione positiva]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://adcommunications.it/?p=6305</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/ad-maiora-in-viaggio-con-un-bagaglio-di-resilienza/">AD Maiora: in viaggio con un &#8220;bagaglio&#8221; di resilienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_1 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><span style="color: #000000;">Raccontare storie di coraggio e resilienza, cercarle per portarle alla luce, è l’impegno quotidiano di <span style="color: #ff0066;"><strong>AD Communications</strong></span> che si ispira alla <strong>comunicazione positiva</strong> anche nei propri <strong>format</strong>. <span style="color: #ff0066;"><a style="color: #ff0066;" href="https://adcommunications.it/un-2021-di-coraggio-e-resilienza-ad-maiora/" target="_blank" rel="noopener"><strong>AD Maiora</strong></a></span> in particolare vuole essere un <strong>viaggio</strong> attraverso tante storie i cui protagonisti – uomini e donne in difficoltà &#8211; incarnano il senso più autentico della<strong> resilienza</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In questi anni, complice la pandemia e da due mesi la guerra in Ucraina, il valore della “<strong>resilienza</strong>” intesa come capacità di superare eventi traumatici, trova spazio nella seconda stagione di AD Maiora condotta, per 10 puntate, da <strong>Deborah Annolino</strong>, autrice del format, e <strong>Stefano Foglia</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un <strong>viaggio</strong> durato tre mesi &#8211; da febbraio ad aprile 2022 &#8211; condiviso insieme a quattro Media Partner: <span style="color: #ff0066;"><strong>News48</strong></span>,<span style="color: #ff0066;"><strong> MezzopienoNews</strong></span>,<span style="color: #ff0066;"><strong> Strada degli Scrittori</strong></span> e<span style="color: #ff0066;"><strong> MigawebTv</strong></span>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/05/AD-Maiora-best-moments.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6307 size-large aligncenter" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/05/AD-Maiora-best-moments-1024x595.png" alt="AD Maiora - best moments" width="1024" height="595" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/05/AD-Maiora-best-moments-1024x595.png 1024w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/05/AD-Maiora-best-moments-980x570.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/05/AD-Maiora-best-moments-480x279.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></a></span></p>
<h2><span style="color: #ff0066;"><strong>AD Maiora: un viaggio che si “nutre” di resilienza</strong></span></h2>
<p><span style="color: #ff0066;"><strong></strong></span></p>
<h3><span style="color: #ff0066;"><strong>1^ tappa: inclusione sociale</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">L’integrazione e l’inclusione sociale sono i valori centrali di enti e <strong>associazioni no profit</strong> impegnati a tutelare la <strong>dignità</strong> di chi è affetto da disabilità, favorendone un graduale <strong>reinserimento nella società</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Giovanni e Agnese sono due ragazzi speciali. Fanno parte dell’<span style="color: #ff0066;"><strong>Associazione d’IDee</strong></span>, una realtà bolognese che valorizza le disabilità con esempi di integrazione sociale. Un progetto inserito a pieno titolo nelle storie di resilienza di AD Maiora.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="AD Maiora: Associazione D&#039;Idee, un sogno chiamato inclusività - 3^ Puntata" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/Djp_aGXsyOE?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="color: #000000;">Poi c’è “<span style="color: #ff0066;"><strong>Gomito a Gomito</strong></span>”, il laboratorio sartoriale destinato alle detenute della “Dozza” di Bologna, gestito dalla Cooperativa <strong>Siamo Qua</strong>. L’obiettivo è rendere il percorso penitenziario <strong>rieducativo</strong> per far sì che queste donne, una volta tornate alla libertà, possano trovare un ruolo anche professionale nella nostra società.</span></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=M1rWTN8AebY&amp;list=PLw7IByxysD92tbcfo0ymJMndGO7UJfijJ&amp;index=4" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0066;"><strong>Guarda la puntata</strong></span><span style="color: #ff0066;"><strong><span style="color: #ff0066;"> “Gom</span>ito a Gom</strong></span></span><span style="color: #ff0066;"><strong>ito, ago e filo per rinascere dentro”.</strong></span></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Un aiuto anche psicologico alle persone disoccupate che hanno superato i 40 anni di età arriva dall’<span style="color: #ff0066;"><strong>Associazione Futuro </strong></span>di Modena grazie al progetto<strong> “Il talento riscoperto”</strong> che si attiva con la speciale collaborazione delle aziende del territorio.</span></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=bR5477GH_2E&amp;list=PLw7IByxysD92tbcfo0ymJMndGO7UJfijJ&amp;index=7" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0066;"><strong>Guarda la puntata</strong><strong> “Il Talento Riscoperto, progetto a favore dei disoccupati”</strong>.</span></a></p>
<h3><span style="color: #ff0066;"><strong>2^ tappa: l’arte come riflessione </strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">La seconda “tappa” del viaggio intrapreso con AD Maiora, il format della resilienza, è dedicata all’<strong>arte</strong>, come espressione di <strong>bellezza</strong> e al contempo di <strong>denuncia sociale</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La comunicazione non è fatta solo di testo, ma anche di <strong>fotografie </strong>e<strong> sculture</strong>. L’incontro di diverse forme espressive dà vita a progetti che spiegano le atrocità dell’<strong>immigrazione </strong>attraverso la tecnica del teatro delle ombre. Il risultato è una “favola nera” a cura di <span style="color: #ff0066;"><strong>Svegliati Europa</strong></span> per farci riflettere sulle morti nel Mare Mediterraneo (“Cimitero Liquido”).</span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="AD Maiora: Svegliati Europa, il teatro delle Ombre per risvegliare la coscienza | 2^ Puntata" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/jF4xD45S-ro?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="color: #000000;">L’arte come forma espressiva della <strong>sostenibilità</strong> è racchiusa invece nell’agenzia di comunicazione “<strong><span style="color: #ff0066;">The Rooom</span></strong>” che opera a Bologna con l’obiettivo di promuovere – attraverso sculture e altre forme d’arte &#8211; la cultura ecologica.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0066;"><a style="color: #ff0066;" href="https://www.youtube.com/watch?v=j3rHgbQ8vec&amp;list=PLw7IByxysD92tbcfo0ymJMndGO7UJfijJ&amp;index=5" target="_blank" rel="noopener"><strong>Guarda la puntata</strong><strong> “The Rooom, il Cerchio della Sostenibilità”</strong></a>.</span></span></p>
<h3><span style="color: #ff0066;"><strong>3^ tappa: formare i nuovi talenti </strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">La terza “tappa” di <strong>AD Maiora</strong> rappresenta una finestra sul <strong>futuro dei giovani</strong>. Un esempio è l’<strong><span style="color: #ff0066;">International</span> <span style="color: #ff0066;">Filmmaking Academy </span></strong>di Bologna che riunisce le generazioni cinematografiche del passato e del presente per creare i <strong>registi</strong> del futuro.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="AD Maiora: Cinema e Giovani, una lunga storia d&#039;amore | 6^ Puntata" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/9zelPBqowOE?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="color: #000000;">Della formazione culturale si occupa “<span style="color: #ff0066;"><strong>La Strada degli Scrittori</strong></span>” una Statale di <strong>75 km</strong> che ripercorre i luoghi vissuti dai grandi autori siciliani: da <strong>Luigi Pirandello</strong> a <strong>Leonardo Sciascia</strong>, da <strong>Andrea Camilleri</strong> a <strong>Giuseppe Tomasi di Lampedusa</strong>. Attraverso un percorso che abbina laboratori, master a presentazione di libri, il network siciliano forma i talenti di domani.</span></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=CCN8VC4UIJY&amp;list=PLw7IByxysD92tbcfo0ymJMndGO7UJfijJ&amp;index=9" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0066;"><strong>Guarda la puntata</strong><strong> “Strada degli Scrittori, una “Statale” tra arte e cultura”</strong>.</span></a></p>
<h2><span style="color: #ff0066;"><strong>Cosa ci lascia AD Maiora?</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Sarebbe già una grande soddisfazione sapere di avervi trasmesso un po&#8217; di <span style="color: #ff0066;"><strong>fiducia</strong></span>, <span style="color: #ff0066;"><strong>coraggio</strong></span> e <span style="color: #ff0066;"><strong>ottimismo</strong></span> in un momento così difficile. Per non arrendersi e combattere contro le difficoltà, cercando la forza in noi stessi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Finisce qui il nostro viaggio. Pronti a rivivere le emozioni di questa <a style="color: #000000;" href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLw7IByxysD92tbcfo0ymJMndGO7UJfijJ" target="_blank" rel="noopener"><strong>seconda stagione </strong></a><strong>?</strong></span></p>
<h2><span style="color: #ff0066;"><strong>Grazie alle testate giornalistiche che hanno parlato di noi</strong></span></h2>
<p><iframe loading="lazy" title="AD Maiora sbarca in tv: Deborah Annolino ospite di &quot;Detto tra noi&quot;" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/1H03lmlkXPM?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0066;"><strong>LA SICILIA </strong></span><a style="color: #000000;" href="https://www.lasicilia.it/agrigento/news/-la-strada-degli-scrittori-protagonista-del-format-bolognese-ad-maiora--1513391/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“La Strada degli Scrittori” protagonista del format bolognese “AD Maiora”</strong></a></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0066;"><strong>QUAL BUON VENTO </strong></span><a style="color: #000000;" href="http://www.qualbuonvento.com/it/anteprima/categoria/eventi/ad-maiora-il-format-che-racconta-il-coraggio-/7314" target="_blank" rel="noopener"><strong>AD Maiora: il format che racconta il coraggio</strong></a></span></li>
<li><span style="color: #ff0066;"><strong>RADIABO </strong></span><a style="color: #000000;" href="https://www.spreaker.com/user/radiabi/playmaker-17-02-22" target="_blank" rel="noopener"><strong>Intervista a Deborah Annolino</strong></a></li>
</ul></div>
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		<title>Il Networking oltre “il biglietto da visita”</title>
		<link>https://adcommunications.it/il-networking-oltre-il-biglietto-da-visita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AdAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 16:25:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Creare relazioni e fare networking dovrebbe essere un piacere e solo dopo un dovere per chi fa comunicazione. Viviamo il networking in famiglia, a lavoro con i colleghi, e in tutte quelle situazioni dove l’obiettivo è relazionarsi per socializzare. Le situazioni ideali, purtroppo limitate dalla pandemia, sono cene, eventi, convegni, meeting, fiere di settore e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0066;">Creare relazioni e fare <strong>networking</strong> dovrebbe essere un piacere e solo dopo un dovere per chi fa <strong>comunicazione</strong>.</span></h2>
<p>Viviamo il <strong>networking</strong> in famiglia, a lavoro con i colleghi, e in tutte quelle situazioni dove l’obiettivo è relazionarsi per <strong>socializzare</strong>. Le situazioni ideali, purtroppo limitate dalla pandemia, sono <strong>cene</strong>, <strong>eventi</strong>, <strong>convegni</strong>, <strong>meeting, fiere di settore</strong> e <strong>corsi di formazione</strong> come quello più recente organizzato a Bologna dall’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna su iniziativa della collega giornalista Dora Carapellese con la partecipazione attiva del <strong>Constructive Network</strong>.</p>
<div class="et_pb_slider et_pb_slider_fullwidth_off et_pb_gallery_post_type">
				<div class="et_pb_slides">
					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/275297268_449680563569405_7609585665120795174_n.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/a8d351f0-1f20-4a5b-9ac1-28660f58d8dd.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/275493037_449680556902739_4580969477633272783_n.jpg);"></div>
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<p>Entriamo più nel dettaglio e nelle soluzioni possibili per diventare parte di un network, dove è indispensabile <strong>relazionarsi in modo proattivo</strong>. Sì, perchè come ci piace sottolineare sin dal titolo di questo nostro articolo, <strong>un biglietto da visita ottenuto non vuol dire accrescere i nostri contatti autentici</strong>. Sentirsi parte integrante di una comunità è il risultato di incontri e confronti, sguardi condivisi e soprattutto progettualità condivise.</p>
<p><span style="color: #ff0066;"><strong>E allora come fare networking e costruire relazioni durature? Ecco 5 consigli.</strong></span></p>
<h3><span style="color: #ff0066;"><strong>1. Usiamo i Social in modo “costruttivo”</strong></span></h3>
<p>Non è un caso se si chiamano <strong><em>Social Network: </em></strong>il loro scopo infatti è far socializzare mettendo in contatto le persone tra loro.</p>
<p>Per noi vale la regola che valori e professionisti <strong>simili si attraggono</strong>. In questo modo, grazie alla condivisione degli stessi obiettivi, è nata in modo del tutto inaspettato la <strong>partnership </strong>tra <strong>AD Communications</strong> e il blog <a href="https://scrivaniacreativadotcom.wordpress.com/"><strong>Scrivania Creativa</strong></a></p>
<p>Da un semplice scambio di like siamo arrivati a condividere i progetti centrali per lo Studio di Comunicazione come <a href="https://adcommunications.it/vitamine-social-al-via-la-seconda-stagione-con-gli-studenti-della-poliarte/">il format Vitamine Social</a></p>
<p>Il Social per eccellenza del networking è <strong>Linkedin</strong>. Per <strong>creare connessioni di valore</strong> attraverso questa piattaforma ti consigliamo di scrivere sempre un messaggio personalizzato alla persona a cui chiedi il &#8220;collegamento&#8221;. Farà di te un <strong>contatto motivato</strong>.</p>
<h3><span style="color: #ff0066;"><strong>2. Trova professionisti e network simili a te</strong></span></h3>
<p>Un altro passo importante per il networking è aderire <strong>a gruppi </strong>che abbiano <strong>una visione simile a noi</strong>. Per farti un esempio AD Communications ha scelto di entrare nel <a href="https://constructivenetwork.it/"><strong>Constructive Network</strong></a>, il primo network di <strong>giornalismo costruttivo</strong> in  Italia, perché nel suo manifesto e nei suoi valori si è facilmente rispecchiata.</p>
<p>Partecipare al Network è una fonte di arricchimento umano e professionale.</p>
<p>Da qui nasce anche un’altra partnership che ha finalità costruttive, quella con <a href="https://www.mezzopieno.org/">Mezzopieno: </a>la <strong>rete italiana della positività</strong> la cui adesione viene illustrata da Deborah Annolino in questa <a href="https://www.mezzopieno.org/2022/deborah-annolino/">intervista</a>. Sempre quest’anno mette radici la media partnership tra Mezzopieno News e il nostro format sul coraggio “<strong>AD MAIORA</strong>”.</p>
<p><a href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/Progetto-senza-titolo.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6259 size-full" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/Progetto-senza-titolo.png" alt="AD Maiora 2^ Stagione Media Partner" width="1920" height="1080" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/Progetto-senza-titolo.png 1920w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/Progetto-senza-titolo-1280x720.png 1280w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/Progetto-senza-titolo-980x551.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/Progetto-senza-titolo-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1920px, 100vw" /></a></p>
<h3><span style="color: #ff0066;"><strong>3. Parola d’ordine: empatia!</strong></span></h3>
<p><strong>Non può esistere relazione senza ascolto ed empatia</strong>.</p>
<p><a href="https://www.doithuman.com/editori/empatia-digitale-di-assunta-corbo/">L’empatia è anche digitale</a>, questo significa che va coltivata anche in rete e sui social media, come ci ricorda l’autrice del libro e fondatrice del <strong>Constructive Network Assunta Corbo</strong>.</p>
<p>Solo grazie alla<strong> generosità, alla fiducia e all’ascolto</strong> potremo aggiungere alla nostra rete una selezione di <strong>contatti significativi,</strong> ovvero che siano un valore e non un numero/nome qualunque<strong>. </strong></p>
<h3><span style="color: #ff0066;"><strong>4. Partecipa attivamente agli eventi</strong></span></h3>
<p><strong>Guardarsi negli occhi, dal vivo, rimane il modo migliore per fare networking</strong>.</p>
<p>Nonostante la pandemia abbia messo un freno agli incontri “live”, la macchina organizzativa sembra essere ripartita. Nel mese di marzo il nostro team ha partecipato all’evento <strong><em>“&amp;Love.Story</em></strong>” dedicato alla comunicazione e al personal branding, facendo networking direttamente dal Teatro Ristori di Verona.</p>
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				<div class="et_pb_slides">
					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/276168336_457425492794912_7333910413267644471_n.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/276176448_2584938234970039_8142251971298898717_n.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/276167460_457425532794908_5606430389816377720_n.jpg);"></div>
				</div>
			</div>
<p>L&#8217;evento ci ha dato l’opportunità di “<strong><em>andare oltre lo schermo</em></strong>”, di conoscere alcuni tra i componenti del Constructive Network ed esperti di settore come <strong>Mariano Diotto</strong> Founder e CEO di Neuromarketing Italia, <strong>Veronica Gentili</strong> formatrice e Facebook Marketing Expert; <strong>Riccardo Scandellari</strong> esperto di marketing e personal branding, <strong>Andrea Fontana</strong> Presidente e co-founder dell’Osservatorio Nazionale Corporate Storytelling.</p>
<p><strong><em>&amp;Love.Story</em></strong> nasce da un’idea del brand builder <a href="https://adcommunications.it/reputazione-e-brand-una-lunga-storia-damore/"><strong>Salvatore Russo</strong></a> &#8211; che abbiamo avuto il piacere di intervistare per il blog &#8211; e della SEO strategist <strong>Giulia Bezzi</strong> con cui ci complimentiamo per il coraggio di essere ripartiti offrendo una nuova dose di energia e positività.</p>
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				<div class="et_pb_slides">
					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220319_101415-1.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220319_150137.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220319_155116.jpg);"></div>
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<p>Le <strong>relazioni costruttive</strong> sono al centro di un altro evento al quale AD Communications ha partecipato in marzo: il <strong>Salotto di Patrizia Finucci Gallo</strong> ospitato per la prima volta al Grand Hotel Majestic Già Baglioni di Bologna. Il Salotto nasce per celebrare il <strong>piacere dello stare insieme e della convivialità</strong>. Un format apprezzato e conosciuto in città che ha aperto le porte a sindaci, artisti, intellettuali e a un selezionato pubblico che partecipa su invito.</p>
<h2><span style="color: #000000;">Il <strong><span style="color: #db0d6a;">NETWORKING</span> </strong>OLTRE IL BIGLIETTO DA VISITA</span></h2>
<blockquote><p><a href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/a1-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-6269 size-medium" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2022/03/a1-300x200.jpg" alt="Patrizia Finucci Gallo Il Salotto" width="300" height="200" /></a>A <a href="http://www.pfgstyle.com/patrizia-finucci-gallo"><strong>Patrizia Finucci Gallo</strong></a>, scrittrice, giornalista, influencer e docente di scrittura creativa abbiamo chiesto <strong>cosa sia per lei il networking</strong>:</p>
<p>“<em>Al Salotto si creano contatti ma lo si fa basandosi sulle idee e incrociandosi sui progetti, sulla voglia di fare. Per me è molto bello vedere come le idee possano nascere da una chiacchierata al tavolo, in maniera molto informale e spontanea. Ad esempio in uno degli ultimi Salotti con Matteo Lepore, Sindaco di Bologna, è nata una connessione con il Sindaco di Firenze Dario Nardella sui progetti futuri delle due città, grazie ad uno dei miei invitati, l&#8217;archistar Marco Casamonti. </em></p>
<p><em>Il bello del Salotto è che nessuno ha bisogno di dimostrare niente o di arrivare a qualcosa in maniera forzata: le idee sono quelle che effettivamente muovono le relazioni, l&#8217;imprenditoria e il lavoro. Quindi un consiglio che posso dare è di non arrivare mai con i propri biglietti da visita con l&#8217;intento di “puntare” qualcuno. Bisogna presentarsi con le idee, con delle proposte, i biglietti da visita arrivano dopo. In questo modo le persone saranno più interessate e propense ad ascoltarvi. La vera chiave del Networking è infatti l&#8217;ascolto. Essere autoreferenziali non paga mai, anzi, si ottiene l&#8217;effetto contrario</em>&#8220;.</p></blockquote>
<h3><span style="color: #ff0066;"><strong>5. Coltivare il network</strong></span></h3>
<p>Perché siano costruttive le connessioni devono essere coltivate con una certa continuità trattando gli altri come un valore aggiunto del nostro percorso, senza avere secondi fini nascosti.</p>
<p>È essenziale coinvolgere i colleghi e partner di lavoro con articoli, riflessioni, inviti senza che sia necessario qualcosa in cambio.</p>
<h4><span style="color: #ff0066;"><strong>La sincerità crea valore</strong></span></h4>
<p><strong>Connetterci agli altri in modo sincero</strong> può accelerare la realizzazione dei nostri progetti e perché no anche dei <strong>sogni</strong>. Secondo noi rimane fondamentale mostrarsi per ciò che si è, senza forzature o finzioni. <span style="color: #ff0066;"><strong>Del resto chi lo ha detto che si deve piacere a tutti?</strong></span></p>
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