alimentazione 3.0

Raccontare il cibo sul web oggi è una delle tendenze più consolidate. Non solo, tutto ciò che riguarda il panorama del benessere, quindi sport e alimentazione, passa attraverso blog, siti, forum e social network. Il rischio è che il tema dell’alimentazione di cui tanto si discute su Facebook, Twitter, Linkedin e chi più ne ha più ne metta, non sempre sia trattato con tono autorevole, ma diventi solo una vetrina da dare in pasto ai frequentatori della Rete per avere più like e retweet. Comunicare la “sana alimentazione” sul web è sicuramente importante per diffondere la ricetta del benessere e arrivare a tutti, ma se a parlare non sono personalità qualificate bensì esperti improvvisati, cosa si rischia?

Abbiamo chiesto a Laura Monti, dietista specializzata in nutrizione sportiva a Genova, di spiegarci come siamo arrivati a parlare di alimentazione 3.0 e come difenderci dai falsi promotori del mens sana in corpore sano sui social network.

Alimentazione e social network: dai fornelli… allo smartphone

alimentazione 3-0L’alimentazione oggi è un tema sociale, ambientale ed economico. E’ scontato secondo te che se ne parli così tanto o sono i social a fomentare dibattiti e tendenze?

Il cibo non è solo qualcosa che fornisce al nostro corpo le sostanze nutritive necessarie per sopravvivere, ma l’atto di cibarsi è carico anche di valenza simbolica e sociale. E’ di fatto un atto sociale. Pensiamo alle nostre relazioni: quando desideriamo stare con qualcuno la prima cosa che viene in mente è di mangiare insieme. Al contrario, condividere il momento del pasto con chi ci disturba diventa invece spiacevole. Inoltre, in particolare oggi, il cibo diventa anche argomento ambientale ed economico perchè è un fattore che pesa nel rapporto tra l’uomo e l’ambiente. Penso sia normale che se ne parli così tanto, anche se poi i canali dirottano i dibattiti in un senso o in un altro in base agli umori del pubblico.

Quali sono i vantaggi e svantaggi di una così forte presenza del cibo e di diete veg, crudiste ecc sui social?

alimentazione 3.0Oggi sono sempre di più le persone che decidono di abbandonare un’alimentazione onnivora per passare ad una vegetariana, vegana (crudista etc). Molti lo fanno per motivi etici, molti per motivi salutistici, molti per entrambi. Sicuramente i social hanno dato una spinta enorme, con lati positivi e negativi. Tra i fattori positivi c’è la possibilità di avere informazioni facilmente reperibili. D’altra parte però questo mare di informazioni che arriva anche da voci inesperte, rischia di confondere e addirittura fare danni per la salute di chi decide di cambiare. Il consiglio è quello di evitare sempre il fai da te ma affidarsi a professionisti della nutrizione che possono aiutare in questo cambiamento.

Sono sempre di più account, blog, forum, comunità virtuali che inneggiano alla magrezza eccessiva (siti pro-Ana pro-Anoressia), in cui gli utenti si scambiano idee e opinioni per perdere peso, condividono i risultati raggiunti e dispensano consigli su come dimagrire. Nella tua esperienza ti è capitato di trattare pazienti di questo tipo? Qual è l’approccio giusto? Come disintossicarli da social e siti se sono essi stessi il pane quotidiano?

Questa è una bella domanda. Mi è capitato di trattare pazienti con disturbi del comportamento alimentare e penso sia una delle situazioni più difficili. Cercano di essere capiti e quando l’ambiente intorno a loro li allontana, o loro stessi lo percepiscono come lontano, la cosa più facile è cercare comprensione attraverso i blog frequentati da persone che vivono la stessa situazione. Purtroppo alcuni siti attraverso consigli e condivisione dei risultati e delle strategie, risucchiano la persona all’interno del problema, ovvero l’incapacità di chiedere aiuto. Bisognerebbe circondarsi da una rete di professionisti (psicologi, psichiatri in alcuni casi, nutrizionisti) insieme a familiari, amici, insegnanti. Tutti abbiamo bisogno di essere ascoltati e sapere che non siamo soli.

Bisogno di accettazione attraverso il web e ricerca di modelli: come uscirne?

Questo è un problema che va oltre la semplice questione del cibo. Il bisogno di accettazione è proprio dell’essere umano, e i modelli che vengono proposti attraverso il web fanno leva proprio su questo. Come uscirne? Con la consapevolezza che è sbagliato paragonarsi ai falsi modelli di bellezza dalla società. Cercare di migliorarsi, stare bene con se stessi e cercare invece di assomigliare disperatamente ad altri sono due cose diverse. Seguiamo un’alimentazione sana, facciamo sport, dedichiamoci a diverse attività ricreative; tutto questo migliorerà il nostro stato psicofisico permettendo di esprimere il meglio di noi stessi, senza rinchiudersi in schemi che imprigionano la nostra unicità.

Per non credere a informazioni scorrette, cosa consigli a chi è solito ricercare informazioni sull’alimentazione, si affida al web e a gruppi di discussione sul cibo?

Quando cerchiamo informazioni sull’alimentazione attraverso il web ricordiamoci sempre di verificare la fonte. Chi scrive? Ci sono tanti siti ufficiali o blog di professionisti della nutrizione che possono aiutarci. Anche i gruppi di discussione possono dare una mano, ma dobbiamo sempre ricordare che sono informazioni frutto di esperienze personali di persone che non hanno le dovute competenze, per questo non sempre vanno bene per noi. E se avessimo bisogno di diete o piani alimentari è sempre bene affidarsi ad un nutrizionista che personalizza per noi le proprie conoscenze, ottimizzando i risultati.

E voi seguite una dieta particolare trovata sul Web? Vi fidate dei social nell’ambito food? Raccontateci un pò, siamo curiosi 🙂

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