Nell’ecosistema dell’informazione il rapporto tra addetti stampa e cronisti è da ripensare.

In che modo? Partendo da un valore fondamentale che è la fiducia. Un vero e proprio collante tra figure professionali diverse ma complementari nel panorama dell’informazione. Le accomuna l’impegno di una scrittura scrupolosa, veritiera e rispettosa nei confronti del pubblico dei lettori.

Proprio il rapporto tra addetti stampa e cronisti è stato al centro del recente seminario “Oltre la notizia: il valore della collaborazione fra giornalisti e uffici stampa” organizzato dall’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna su iniziativa della collega addetta stampa Dora Carapellese.

Come è noto, lungi da noi volerle cancellare, tra le due figure ci sono differenze che anche il nuovo strumento di intelligenza generativa associato a Google AI OVERVIEW pone subito in evidenza:

Il seminario con la partecipazione di addetti stampa e cronisti referenti per differenti tipi di Media, ha visto nel panel dei relatori anche la nostra Deborah Annolino, che sul tema ha promosso ed organizzato webinar dedicati promuovendo un confronto costruttivo.

L’intervento ha messo in luce l’importanza di ricostruire il rapporto attraverso una leva fondamentale che è la fiducia intesa come chiarezza, rispetto, gentilezza tra colleghi nonchè come propensione alla collaborazione reciproca.

Al centro della riflessione una maggiore cooperazione ed intesa fra professionisti che svolgono compiti diversi e complementari, ad utilità del lettore che, come ricorda Indro Montanelli, rimane l’unico vero padrone.

A volte rappresentate come forze opposte e in competizione tra loro, addetti stampa e giornalisti giocano insieme una partita in cui o si vince insieme o si perde (insieme). L’immagine che vi proponiamo qui sotto ci pare abbastanza esplicativa di un concetto ma anche di un sentore, ahimè diffuso. Ci viene in aiuto il latino: Mors tua vita mea.

 

In realtà è un gioco di squadra. Senza l’operato degli addetti stampa ad esempio le redazioni avrebbero difficoltà nel riempire giornalmente tutti gli spazi e i “contenitori” dell’informazione, sebbene il comunicato stampa come tradizionale testo oggi non è la formula più attrattiva ne tanto meno esaustiva.

Meglio se il documento è dinamico ovvero dotato di video, foto, flyer come possibili approfondimenti per costruire contenuti che siano all’altezza delle aspettative del lettore. La fiducia si nutre infatti della qualità del nostro lavoro e se mantenuta nel tempo contribuisce a fortificare il rapporto tra cronisti e addetti stampa.

 

Giornalisti e addetti stampa: la fotografia di Mediaddress 2025

Lavorare insieme è un obiettivo concreto e piuttosto ambizioso. Richiede un impegno concreto da entrambe le parti. I cronisti dovrebbero aprirsi più al dialogo con gli addetti stampa e questi ultimi dovrebbero cercare di essere più precisi e coerenti

Tanti sono i punti di contatto tra le due figure, tra cui l’interesse verso reciproco verso l’ascolto delle storie. Un “ponte” tra addetti stampa e cronisti ed un legame con i lettori che nelle storie trovano se stessi, tra immedesimazione e ispirazione. Alla base tra i due professionisti è l’impegno di costruire fiducia che richiede tempo e pazienza.

 

La ricerca annuale 2025 di Mediaddress presentata da Ugo Malaguti al webinar dell’Ordine dei giornalisti mette in evidenza l’evoluzione del ruolo del giornalista e quanto sia indispensabile per l’addetto stampa creare contenuti su misura e personalizzati in base al target che si vuole raggiungere.

Per essere più chiari: se il nostro media di riferimento è una Tv faremo in modo di inviare al collega della redazione immagini video, quindi riprese anche realizzate con uno smartphone d’ultima generazione. Meglio se inviamo tanti piccoli spezzoni magari insieme a delle video interviste per agevolare e al tempo stesso far comprendere gli elementi della storia.

Se invece il nostro media destinatario è la radio proveremo a confezionare file di tipo audio, quindi mp3 e/o immagini nel caso sia una web radio. Gli esempi potrebbero continuare, ciò che in tutti i casi è necessario è evitare invii massivi, optando per il confezionamento di contenuti curati e personalizzati. Dando, come è giusto che sia, l’idea di aver realizzato un contenuto su misura.

 

Torna la Rubrica PRova a Scrivermi

“Il rapporto tra cronisti e addetti stampa è decisamente migliorabile”.

A dirlo sono Simone Trebbi e Valentina Brini, co-fondatori di Le Royale PR e autori del libro “Forte e Chiaro. Il comunicato stampa 5.0 nell’era della sovraesposizione mediatica”. Entrambi sono ideatori dell’indagine “PRova a Scrivermi” per sondare quali possibili miglioramenti e buone pratiche è possibile, oltre che conveniente, apportare a questa relazione.

La rubrica nasce da un’esigenza che è attualissima: migliorare il dialogo tra chi fa comunicazione e chi fa informazione. Abbiamo capito, negli anni, quanto fosse utile creare uno spazio di confronto sincero, al di là delle dinamiche professionali e delle mail quotidiane. Ci divertiva farlo prima, ci entusiasma farlo oggi, con una nuova stagione che vuole andare ancora più in profondità. Abbiamo ricevuto riscontri importanti da giornali, riviste, ma anche dall’Ordine dei Giornalisti stesso: segno che c’era e c’è un bisogno reale di raccontare il nostro lavoro con uno sguardo umano. Per questo abbiamo deciso di rilanciare: non solo per raccontare le best practices, ma per dare voce a entrambe le categorie, mettendo al centro il valore della relazione.

Che tipo di professionisti state coinvolgendo?

Punteremo a una pluralità di voci. Intervisteremo professionisti dell’informazione che operano in contesti diversi: giornalisti di redazione e freelance, firme digitali e tradizionali, autori radiofonici, televisivi, editor di magazine, caporedattori. Vogliamo dare spazio sia a chi riceve quotidianamente decine di proposte stampa, sia a chi lavora dietro le quinte delle redazioni, perché ognuno ha un punto di vista prezioso sul nostro settore. L’idea è proprio quella di costruire un mosaico di esperienze, che possano aiutare sia chi fa PR che chi fa giornalismo a comprendersi meglio.

 

 

In qualità di responsabili PR, secondo voi come e dove può migliorare il rapporto con i cronisti/giornalisti di redazione?

Crediamo che serva più ascolto, da entrambe le parti. Noi PR dobbiamo abbandonare ogni approccio standardizzato e imparare a conoscere davvero chi abbiamo di fronte, prima ancora di inviare un comunicato. Dall’altra parte, comprendiamo quanto le redazioni siano sotto pressione e per questo insistiamo sull’importanza della trasparenza e dell’affidabilità: essere chiari, reattivi, rispettare le scadenze dei giornalisti è fondamentale. Quello che abbiamo imparato è che, dietro ogni firma, c’è una persona: con i suoi tempi, i suoi interessi e anche le sue difficoltà. Quando si parte da questo presupposto, il rapporto cambia. Diventa una collaborazione vera, e non uno scambio di favori o un semplice invio massivo. Ecco perché abbiamo voluto riportare la rubrica: per restituire umanità al nostro lavoro.

 

Addetti Stampa e Cronisti: ripartire dalla FIDUCIA

In conclusione quello tra addetti stampa e cronisti è un rapporto da ripensare anche se piccoli passi in avanti, grazie anche al lavoro dell’ Ordine dei giornalisti e alle associazioni di giornalismo costruttivo in tutto il mondo, come il Constructive Network del quale la nostra AD Communications fa parte da diversi anni, stanno portando avanti con pazienza e trasparenza.

Tanti colleghi sono sempre più sensibilizzati e attenti ad un rapporto che non può essere trascurato. Come comunicatori e giornalisti saremo sempre dalla parte della collaborazione e della sinergia, tutelando le identità di ciascun professionista, valorizzati in una sintesi inclusiva.

 

 

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