Nel mondo della comunicazione, in particolare quella digitale, il ruolo del social media manager – che pensa, crea, gestisce e solo alla fine pubblica i  contenuti – è diventato sempre più strategico. Comunicare tramite i Social richiede prima di tutto essere consapevoli dell’uso di ciascuna piattaforma e delle sue regole per costruire una presenza coerente, chiara, affidabile del brand.

I Social non sono semplicemente delle vetrine ma ecosistemi complessi dotati di funzioni e soprattutto di opportunità. Ma cosa vuol dire esattamente gestire i social media? Pubblicare, come atto meccanico, non basta.

Per questo noi di AD Communications abbiamo voluto riportare l’attenzione sulle principali buone pratiche, rivolgendoci ad un duplice target:

  • Chi già svolge questa professione e si aggiorna al passo delle evoluzioni tecnologiche e tecniche;
  • Chi si approccia per la prima volta al mestiere e non sa da dove iniziare.

Dietro ogni post efficace si sa, esiste una CURA, fatta di autenticità, attenzione ai dettagli, conoscenza dei linguaggi digitali.

Un bravo e una brava social media manager deve essere capace a coniugare forma e contenuto, tecnica e creatività, velocità operativa e accuratezza. Vi sembra poco? Niente affatto. Il compito di un SMM bravo e soprattutto umano è diventato sfidante.

Le Immagini e la grafica come competenza essenziale

Iniziamo da una piccola grande verità. Chi si occupa di social media non può ignorare le basi del visual design. Questo non significa che deve essere un graphic designer professionista ma che deve conoscere le regole basilari della comunicazione a partire dall’equilibrio visivo, dalla gerarchia delle informazioni e poi contano molto fattori come la leggibilità dei font, l’armonia cromatica, la coerenza grafica rispetto al brand.

Partiamo proprio dalle immagini, siano esse fotografie o card, un elemento che merita attenzione e sensibilità comunicativa.

Le immagini: attenzione al formato

Fermo restando l’aspetto autentico delle immagini, alternando possibilmente foto reali a social card create ad arte, la prima regola da rispettare riguarda il formato, appunto le dimensioni.

Un’immagine pensata per Instagram non può essere pubblicata (tale e quale) su Facebook (come sapete è possibile collegare le due piattaforme con relativi pro e contro da attenzionare) o su LinkedIn senza qualche dovuto adattamento.

La scelta del formato è un elemento essenziale che decreterà il piacere di fruire del contenuto.

Vediamo più nel dettaglio cosa chiedono i social più utilizzati da aziende, associazioni e ordini professionali:

  • Instagram privilegia immagini dal taglio verticale, caroselli dinamici e in generale contenuti fortemente visual; le stories richiedono un formato verticale diverso dai post.
  • Facebook richiede elevata attenzione alla leggibilità e alla scelta dei colori per una buona resa del contenuto nel feed;
  • LinkedIn necessita di una comunicazione istituzionale e ammette al proprio interno una funzione interessante oltre che performante di “carosello”. Se caricato nel formato pdf, sarà possibile sfogliare le diverse pagine.
  • Youtube necessita di una maggiore attenzione a livello grafico. I video più visti, tra i canali sconosciuti, sono quelli che “sfoggiano” copertine ben fatte, con scritte leggibili in un contrasto di colori e con le foto dei protagonisti dei video stessi.

I Caroselli: un contenuto sempre più apprezzato dagli utenti

I caroselli rappresentano uno dei formati più efficaci per aumentare il tempo di permanenza e favorire la lettura dei contenuti. Un carosello ben progettato migliora l’esperienza dell’utente e valorizza il messaggio.

Ad oggi facebook sembra non rendere disponibile il formato del carosello anche se esistono diverse modalità di composizione di un post con più immagini: classico, colonne o motivo.

Nelle nostre foto sotto potete notare la differenza della visualizzazione di un unico post su facebook. In base al taglio delle immagini sarà preferibile utilizzare un template piuttosto che un altro. Ad esempio se abbiamo foto verticali sarà meglio utilizzare il formato a colonne.

I tag: inserirli nei post aumenta la visibilità

I tag rappresentano uno strumento fondamentale per la visibilità sui social.

Consentono di coinvolgere persone, enti o organizzazioni citate raggiungendo un pubblico più ampio. Vanno inseriti preferibilmente nel corpo del testo, oppure nelle immagini (ciò si può fare sia su facebook che su instagram).

Per un bravo social media manager prima di inserire i tag a persone fisiche e aziende è opportuno verificare con attenzione due aspetti:

  • la correttezza dei nomi e delle sigle in corrispondenza dei quali andranno apposti i relativi tag (evidenziandosi di azzurro), verificando a monte la loro presenza sui social. Fate attenzione ai casi di omonimia, su linkedin capita spesso!
  • l’esistenza dei profili ufficiali di brand aziendali, associativi o ordinistici direttamente sul loro sito web. Se avranno lavorato bene i collegamenti corretti alle icone social saranno quelli corretti. A volte capita anche l’irraggiungibilità di alcuni canali.

Hashtag: non obbligatori, ma strategici

Anche gli hashtag sono un elemento importante per aumentare la reperibilità dei post inserendoli all’interno di conversazioni tematiche. Anche se Instagram di recente li ha ridotti a 5 ormai nella quasi totalità dei profili, pubblici e privati, la buona regola è di inserirli selezionandoli anche in questo caso con cura.

Alcuni piccoli accorgimenti per garantire qualità e coerenza dei post:

  • evitare hashtag troppo generici;
  • selezionare parole pertinenti;
  • preferire hashtag autentici per il brand (nel nostro caso utilizziamo #felicidicomunicare – #comunicarecura – #sartidelgiornalismo)

L’utilizzo ragionato degli hashtag, regola che vale per tutti i social media, contribuisce a rafforzare il posizionamento comunicativo del brand. Ma le regole continuano. La prossima riguarda il linguaggio ed il tono di voce.

Linguaggio e tono di voce: ogni realtà ha il suo registro

Nella gestione dei social occorre fare attenzione al “linguaggio”, quindi alle parole che utilizziamo e alla forma stilistica in generale.

Realtà diverse hanno bisogno di registri diversi.

Una struttura ospedaliera, un’università o un brand commerciale possiedono identità, obiettivi e pubblici differenti. Di conseguenza, anche lo stile ed il linguaggio dei post devono adattarsi per risultare attrattivi e convincenti. Una comunicazione informale oppure un linguaggio freddo e distaccato rischia lo stesso effetto: tenere distanti le persone dai messaggi confezionati.

La comunicazione sanitaria, settore nel quale da oltre un decennio come agenzia siamo posizionati a Bologna e in Emilia-Romagna, richiede mettere in campo precisi valori: chiarezza, affidabilità, autorevolezza, empatia. Inoltre, cosa non meno importante, la gestione professionale dei social comprende un’attività di presidio e supporto costante alle pagine dei clienti.

Seguire attivamente i profili significa monitorarne le interazioni quindi prendere in carico eventuali commenti per saperli gestire quando negativi. In questo caso sarà sempre bene informare i vertici dell’azienda per concordare una risposta efficace.

Essere social media Manager significa responsabilità

Essere social media manager oggi significa assumersi responsabilità etica e deontologica. Per questo il mestiere non può limitarsi alla sola competenza tecnica. Servono attenzione, metodo, sensibilità, capacità di ascolto e una forte consapevolezza etica.

Comunicare bene sui Social significa rispettare le regole del giornalismo. Dalla verifica delle informazioni e delle relative fonti, all’utilizzo di un linguaggio appropriato e rispettoso della persona, in linea con i valori del brand. 

In un ecosistema digitale sempre più veloce e affollato il compito del social media manager va ben oltre della semplice pubblicazione: trasforma ogni contenuto in un’opportunità di relazione, fiducia e valore.

Infine una grande accortezza da tenere bene a mente. Errori grammaticali, refusi o imprecisioni nei testi compromettono la qualità della comunicazione. Essere accurati significa leggere e revisionare con attenzione ciò che si scrive.

Per questo una buona regola è far verificare uno stesso contenuto a più persone. Per un controllo della punteggiatura, dei dati, e della chiarezza espositiva mettendoci nei panni di chi legge.

La velocità del fare non deve finire per sacrificare la qualità. Ciò è vero in tutti i contesti ed in modo particolare in quelli istituzionali, sanitari o scientifici nei quali ci muoviamo con grande cura e cautela.

Lavorare sui social richiede pertanto responsabilità e qualità a tutti i livelli: dalla grafica, alle parole, alla forma complessiva nulla va sottovalutato in questo lavoro perché tutti gli aspetti contribuiscono al risultato finale.

 

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