Un equilibrio tra intelligenza artificiale e giornalismo è possibile? Ai posteri ma soprattutto a noi che viviamo questo tempo l’ardua sentenza.

Le tecnologie, in particolare quelle dell’intelligenza artificiale generativa, stanno modificando il modo di fare informazione, aprendo a sfide etiche e di competenza. Una “rivoluzione” lenta e costante che riguarda tutti i giornalisti e tutte le generazioni.

Alla domanda “se un sodalizio tra giornalismo e intelligenza artificiale sia possibile” non abbiamo una risposta certa. Esistono in compenso varie ipotesi, da vivere e verificare sul campo, insieme ad un utilizzo delle nuove tecnologie che metta sempre in primo piano i due pilastri della professione: etica e deontologia.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: TRA LE PAROLE CHIAVE PIU’ RICERCATE SU GOOGLE

Anche in questi primi mesi del 2025 l’intelligenza artificiale continua ad essere il “nodo” centrale di convegni ed eventi in materie ed ambiti diversi tra loro. L’AI (Artificial Intelligence) inoltre risulta tra le parole chiave più digitate e ricercate su Google per capire, come mostra lo specchietto sotto, cosa sia e come funzionano strumenti ad essa connessi a partire da ChatGPT.

Un risultato che possiamo interpretare come la curiosità e l’interesse a farsi una propria idea a partire dallo studio e dalla ricerca di informazioni, consultando fonti (affidabili e accurate, si spera).

Il giornalismo rientra certamente tra le professioni in cui l’AI ha avuto un certo impatto, dividendo i giornalisti tra chi vede la tecnologia, in particolare quella generativa, come un alleato e chi invece teme i rischi di una sostituzione parziale o addirittura totale delle competenze umane.

Non c’è da allarmarsi ma neanche da sottovalutare un fenomeno che sta prendendo sempre più piede, anche tra le attività collaterali della comunicazione. Un esempio è la grafica. Strumenti noti e di largo utilizzo come Canva si sono già da tempo dotati di generatori immagini AI proprio per agevolare gli utenti, di cui una grossa fetta sono proprio giornalisti.

L’ORDINE DEI GIORNALISTI SI INTERROGA SU RISCHI E BENEFICI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

In questa prospettiva, tra luci e ombre di un fenomeno sotto i riflettori, il ruolo dell’Ordine dei giornalisti di informare e formare sui limiti e sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale appare fondamentale. A tale scopo sono diversi i corsi, anche on demand, dedicati al rapporto tra intelligenza artificiale e deontologia con uno sguardo a programmi come ChatGPT che potrebbe condizionare il futuro della comunicazione digitale.

Ancora una volta la formazione, di conseguenza la consapevolezza, è lo strumento con cui fronteggiare questa sfida, a braccetto con l’esperienza concreta.

INTERVISTA CON IL PRESIDENTE DELL’ORDINE EMILIA-ROMAGNA

Quella dell’intelligenza artificiale è una pagina bianca da scrivere. 

Per questo abbiamo organizzato con AD Communications uno speciale sul tema: un’intervista al presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna Silvestro Ramunno sul rapporto tra pensiero critico e intelligenza artificiale.

L’intervista ideata e condotta dalla giornalista Deborah Annolino parte dall’annuncio di un’importante novità:

  • l’approvazione del nuovo Codice deontologico che sostituisce il Testo Unico dei doveri del giornalista.

    Inoltre all’articolo 19 del nuovo Codice viene introdotto per la prima volta il tema dell’intelligenza artificiale specificando che in nessun modo possa sostituire l’attività giornalistica e soprattutto che l’AI non declina la responsabilità del giornalista che ne fa uso.

L’intervista con il presidente Ramunno, gentilmente ospitata nella sede di Strada Maggiore a Bologna, è stata l’occasione anche per fare il punto sulle attività principali messe in campo in questi anni dall’Ordine e dal suo Consiglio.

In particolare l’ampio ventaglio dell’offerta formativa, di cui una buona parte è dedicata al digitale e alle nuove tecnologie, e l’istituzione dell’Osservatorio regionale sulla professione per monitorare le criticità del lavoro e tutelare le situazioni di precarietà.

Quello che vi proponiamo è il secondo speciale dopo l’intervista con Valerio Baroncini vicedirettore de Il Resto del Carlino sul rapporto tra quotidiani e digitale e nuove sfide, realizzata nel 2023. L’intervista supera i trenta minuti in quanto per una volta fuggiamo alla brevità per affidarci al valore dell’approfondimento, indispensabile per fare la giusta chiarezza.

Per usare le parole del presidente Ramunno l’impegno è ” essere giornalisti con sempre maggiore rigore”, un compito arduo al tempo dell’intelligenza artificiale e delle fake news. Una disciplina di cui si sente tutti il bisogno, giornalisti e lettori.

BUONA VISIONE! 

 

 

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