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	<title>Social Gossip Archivi - AD Communications</title>
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	<title>Social Gossip Archivi - AD Communications</title>
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		<title>Le Giornaliste italiane? Insuperabili in cronaca nera e Pallone. Parola di Bosso.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[AdAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 15:47:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[telegiornaliste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornaliste PAZZE PER IL TG! Ne parliamo con Giuseppe Bosso direttore di Telegiornaliste.com il progetto fondato nel 2002 da un’intuizione di Rocco Ventre, inizialmente come portale dedicato alle giornaliste televisive, con schede biografiche, foto, forum e il concorso per eleggere la telegiornalista più amata. Poi nel 2005, grazie a un’idea del primo direttore Silvia Grassetti, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #d10866;"><strong>Giornaliste PAZZE PER IL TG! </strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ne parliamo con <span style="color: #d10866;">Giuseppe Bosso</span> <span style="color: #d10866;">direttore di <a href="http://www.telegiornaliste.com/">Telegiornaliste.com</a> </span>il progetto fondato nel 2002 da un’intuizione di Rocco Ventre, inizialmente come portale dedicato alle giornaliste televisive, con schede biografiche, foto, forum e il concorso per eleggere la telegiornalista più amata. Poi nel 2005, grazie a un’idea del primo direttore Silvia Grassetti, il sito diventa anche una testata giornalistica settimanale online dedicata alle telegiornaliste, alla televisione e alle donne in generale, con interviste ed articoli. L&#8217;intervista che segue è realizzata dal nostro collaboratore <span style="color: #d10866;">Gabriele Conte</span>.<br />
</strong></p>
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			</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>In cosa le telegiornaliste sono diverse, o possibilmente più brave, rispetto ai loro colleghi maschi? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Abbiamo intervistato anche molti telegiornalisti non meno affermati e popolari delle donne, e tra questi consentitemi di ricordare con affetto <strong>Stefano Campagna</strong> del <strong>Tg1</strong>, purtroppo scomparso da un paio di anni, che <strong>scelse proprio il nostro sito per fare outing</strong>; probabilmente le donne hanno un maggiore garbo e una maggiore emotività rispetto agli uomini, e questo conquista non solo il pubblico maschile».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In cosa sono più brave le telegiornaliste italiane rispetto alle loro colleghe europee?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Non ci siamo mai ‘avventurati’ in altre realtà ‘telegiornalistiche’, anche se nel forum è da tempo attiva anche una sezione dedicata alle tgiste straniere; l’Italia come la Francia o il Regno Unito e l’Europa dell’Est ha avuto una sua storia, diversi momenti in cui il giornalismo ha dovuto adeguarsi e adattarsi. <strong>Le nostre tgiste per esempio sono diventate delle vere e proprie ‘maestre’ in fatto di cronaca nera</strong>, dovuto al fatto che non mi risulta che nel resto d’Europa esistano dei contenitori come “Chi l’ha visto?” o “Quarto Grado” che si sono specializzati in questo tipo di informazione. Ma non sono meno preparate anche in altri settori, dalla politica all’informazione sportiva e calcistica in particolare, dove anzi mi pare che ormai si possa tranquillamente affermare che ne sanno più di noi maschietti…».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sembra che in Italia molte donne vogliano fare la giornalista… Perché? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Sicuramente è un mestiere molto ambito; ma le ragazze (e i ragazzi) che hanno questa aspirazione devono essere consapevoli che non sono tutte rose e fiori, che tutte le ragazze che vedono e ammirano anche sul nostro sito hanno alle spalle anni di studio, di gavetta, di sacrifici e anche non poche delusioni, e nelle nostre interviste abbiamo spesso affrontato questi aspetti che non sempre si percepiscono. L’entusiasmo è comunque una buona base di partenza».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è oggi la giornalista più in gamba e influente della televisione italiana? E fra le telegiornaliste “emergenti” chi è quella che emergerà?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Se intendiamo dal punto di vista mediatico sembrerebbe proprio che influente sia proprio chi come Barbara D’Urso giornalista non lo è… battute a parte, sono quelle che arrivano ad incarichi direttivi, come <strong>Bianca Berlinguer</strong> o <strong>Monica Maggioni</strong>; <strong>Ilaria D’Amico</strong> che è la tgista che mi piacerebbe intervistare prima o poi <strong>è sicuramente un volto di punta</strong>. Tra le emergenti sicuramente indico la vincitrice delle ultime due edizioni del nostro ‘campionato’, <strong>Monica Bertini</strong>, <strong>recentemente approdata a Mediaset</strong>, che al di là del nostro riconoscimento è una ragazza davvero promettente in ogni aspetto».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è, per una telegiornalista, l’ambiente lavorativo migliore tra Rai, Mediaset, La7 e Sky? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Anche una piccola emittente locale, e ne ho intervistate molte che lavorano in questi ambiti, può essere l’oasi ideale per una telegiornalista. Cito, per esempio, il caso di una tgista purtroppo scomparsa, <strong>Cristiana Matano</strong>, sorella della più famosa Monica, che ho avuto il piacere di intervistare e mi ha detto che non le pesasse il fatto che a differenza di lei lavorasse in un contesto locale, inseguendo anzitutto il sogno di formare una famiglia e pensare poi all’affermazione professionale. Lo stesso vale anche per la carta stampata, ovunque si può trovare la propria isola felice».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In cosa una telegiornalista Rai è diversa da una telegiornalista della televisione privata?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Secondo me non ci sono particolari differenze; cambierà l’editore ma credo che in definitiva valga il principio montanelliano per il quale l’unico vero padrone è sempre e comunque il lettore, il telespettatore, il cittadino; che lavori per la Rai o per Canale 5 o una tv locale devi sempre e comunque svolgere il tuo lavoro con correttezza e obbiettività, ed è sempre e comunque un ‘servizio pubblico’ nel senso nobile del termine».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto conta la “raccomandazione” o “essere parente di” nel mondo del “telegiornalismo”?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Faccio spesso questa domanda alle mie intervistate. Spesso, però, essere parente o figlia di risulta paradossalmente più svantaggioso, come ci dissero Costanza Calabrese e Susanna Galeazzi del Tg5 quando le abbiamo intervistate; proprio per dimostrare di non aver avuto vantaggi ‘familiari’ hanno dovuto faticare forse più di tanti loro colleghi per arrivare dove sono».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ha mai ricevuto proposte indecenti dal genere femminile per avere in cambio magari più visibilità sul portale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Ma io non sono mica un dirigente Rai o Mediaset! Scherzi a parte, assolutamente no, anche perché la maggior parte delle telegiornaliste vive con simpatia, con curiosità l’esistenza del nostro sito e l’attenzione che i nostri lettori dedicano loro, ma non in modo ossessivo».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La gente mormora&#8230;sui Social. il &#8220;Pettegolezzo&#8221; secondo Francesco Pira</title>
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		<dc:creator><![CDATA[AdAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 11:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Social Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’era dei Social Network e delle connessioni, qual è il ruolo e la &#8220;reputazione&#8221; del pettegolezzo? Un tema indagato a tutto tondo da “SOCIAL GOSSIP &#8211; Dalla chiacchiera di cortile al web pettegolezzo” ultima fatica letteraria dei Sociologi della Comunicazione Francesco Pira e Antonella Cava. Non potevamo perdere l&#8217;occasione di sondare il terreno di questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #d11174;">Nell’era dei Social Network e delle connessioni, qual è il ruolo e la &#8220;reputazione&#8221; del <strong>pettegolezzo</strong>?<strong> Un tema indagato a tutto tondo da “SOCIAL GOSSIP &#8211; Dalla chiacchiera di cortile al web pettegolezzo</strong>” ultima fatica letteraria dei Sociologi della Comunicazione <strong>Francesco Pira e Antonella Cava</strong>. Non potevamo perdere l&#8217;occasione di sondare il terreno di questa formula comunicativa di successo, da sempre esistita e oggi carica di </span><span style="color: #d11174;">nuovi </span><span style="color: #d11174;">ignificati da non sottovalutare.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #d11174;"><strong>Gabriele Conte </strong>ha intervistato per<strong> AD Communications </strong><strong>Francesco Pira docente di comunicazione all&#8217;Università degli Studi di Messina e presso lo IUSVE Università Salesiana di Venezia, giornalista e saggista, impegnato in attività di ricerca nell&#8217;ambito di sociologia dei processi culturali e comunicativi sul Social Gossip.  </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #d11174;">Emergono spunti di riflessione che fanno di questo articolo e del pettegolezzo una cosa seria. Buona lettura!<br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è la differenza fondamentale tra il pettegolezzo classico, diciamo “di cortile”, e il “social gossip” nel modo in cui nascono e si sviluppano?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il pettegolezzo nel tempo ha cambiato forma, linguaggi, strumenti di trasmissione ed è diventato soprattutto sui social network parte della costruzione della propria identità. Abbiamo scelto, insieme alla collega sociologa e docente dell’Università di Messina, Antonia Cava,</em> <em>di trattare il <strong>gossip come formula comunicativa scientificamente interessante</strong> e lo abbiamo fatto mettendo insieme le competenze sviluppate da ciascuno di noi negli ultimi anni di ricerca. Approfondendo quindi da una parte come i linguaggi giornalistici si trasformano nel momento in cui il pettegolezzo irrompe nel percorso di produzione della notizia, dall’altra che spazio occupa il pettegolezzo nelle logiche televisive.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi è più potente, in termini di efficacia comunicazionale, il gossip “di cortile” o il “social gossip”?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Beh il primo si ferma nel cortile dove è partito, o può arrivare anche in quello accanto o in tutto il quartiere o anche in tutto il paese…L’altro ha una diffusione mondiale. Non ha confini. Né tempo, né spazio.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei è siciliano, di Licata. C’è differenza tra “gossip del Sud” e “gossip del Nord”? Se sì, in cosa sono diversi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ una domanda interessante. E’ vero che sono un Terrone ma ho abitato tanti anni al Nord. Non trovo grandi differenze. Al sud forse i contorni sono più ornati, la narrazione più didascalica. Ma sono i contenuti che contano. E’il piacere dello svelamento che non ha regioni…ma ragioni.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è, se esiste, il modo più efficace per capire se i pettegolezzi (“social” e non) riguardanti una determinata persona e un determinato fatto stiano raccontando la verità oppure no?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il pettegolezzo è illazione. Il nostro studio ha cercato di valutare i passaggi dal rumor, al gossip che diventa addirittura notizia. Su questo abbiamo lavorato. Ed a questo è dedicato un intero capitolo del libro.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-890 " src="http://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/12107191_10154004843405734_3176919566211661011_n-213x300.jpg" alt="" width="274" height="385" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/12107191_10154004843405734_3176919566211661011_n-213x300.jpg 213w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/12107191_10154004843405734_3176919566211661011_n-600x846.jpg 600w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/12107191_10154004843405734_3176919566211661011_n-615x867.jpg 615w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/12107191_10154004843405734_3176919566211661011_n-400x564.jpg 400w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/12107191_10154004843405734_3176919566211661011_n.jpg 681w" sizes="(max-width: 274px) 100vw, 274px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo Lei, il gossip – che sia “di cortile” o “social” – può dare dei contributi (anche solo in minima parte) nelle indagini giudiziarie o anche nella prevenzione dei crimini o degli attentati terroristici?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questa è una domanda da un milione di dollari. La prevenzione di crimini e l’attività anti-terrorismo si basa su sofisticate tecniche di intelligence. Magari una pista a volte può partire da un rumor. Ma credo che per svolgere quel lavoro in maniera professionale contano più le soffiate che i pettegolezzi. Però la filmografia, ad esempio i vari James Bond, ci hanno fatto anche intendere questo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In che modo e con quali forme i rumors in generale possono influire in positivo e in negativo sulla gestione dell’immigrazione africana e mediorientale in Italia e in Europa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ una questione molto complessa che deve essere affrontata con molta intelligenza e soprattutto con grande umanità. Sul rapporto tra media e migrazione ho scritto parecchio e potrei parlarle a lungo di quello che ho appreso nel corso delle mie ricerche. Posso dirle che il vissuto è diverso dal percepito.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei insegna all’università di Messina… Che funzione hanno avuto i rumors, se ne hanno avuto, nella gestione da parte della popolazione dell’emergenza idrica dell’autunno scorso? In generale, che contributi possono dare i rumors nella gestione di calamità (naturali e non)?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anche su questo insieme al collega Marco Centorrino abbiamo scritto un <a href="http://humanities.unime.it/riviste/8/centorrino_pira.pdf" target="_blank">articolo scientifico </a>per la rivista del Dipartimento a cui afferiamo, quello di Civiltà Antiche e Moderne Humanities, in cui raccontiamo come è stata affrontata questa difficile situazione di crisi. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è attualmente dal suo punto di vista, se vuole dircelo, il personaggio politico nazionale più “gossippabile”? Nel senso, l’attore politico che, a prescindere dal suo ruolo o dalla sua carica, suscita più interesse mediatico &#8211; per il suo atteggiamento o per il suo tipo di comunicazione &#8211; a livello di gossip…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Senza dubbio il Presidente del Consiglio e Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi. E poi, anche se con le dovute proporzioni il suo maggiore antagonista, l’altro Matteo…Salvini. Seguono a ruota il Ministro Maria Elena Boschi e la candidata sindaca di Roma, Giorgia Meloni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È plausibile pensare che in un prossimo futuro anche la figura del Pontefice potrà essere normalmente oggetto di pettegolezzi mediatici?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’attuale pontefice Papa Francesco è un grandissimo comunicatore. Proprio nelle ultime ore ha detto che la felicità non è un’applicazione da scaricare. Parla raccontando le storie della gente comune. Vive in mezzo alla gente come quando era un sacerdote gesuita o un Vescovo anti regime. Qualunque pettegolezzo su di lui è smontato dal suo stile, dalla sua capacità di comunicare contenuti e valori.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale sarà la prossima tappa nell’evoluzione storica del pettegolezzo? Quali forme e quali strumenti assumerà nell’immediato futuro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le tecnologie hanno cambiato il nostro modo di vivere e anche di esistere. Come dice un grande sociologo Zygmunt Bauman, abbiamo il più alto numero di strumenti per connetterci con il mondo ma rischiamo un grandissimo isolamento. Fatta questa premessa dipende da quanto avremo voglia di avere relazioni più che connessioni. Ed il pettegolezzo seguirà la scia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci racconti un aneddoto (o un pettegolezzo) riguardante la fase della stesura del libro che possa generare dei rumors che possano in qualche modo incrementare i lettori…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Beh intanto come è nato. Eravamo a cena con la collega Antonia Cava, e ci stavamo scambiando delle informazioni su un pettegolezzo che girava nel nostro ambiente. E ci siamo detti: perché non affrontiamo l’argomento a livello scientifico, perché non facciamo un po’ di ricerca e se troviamo materiali lo facciamo diventare un libro? Ed è andata così. Ma devo dire che un grande stimolo e naturalmente le giuste intuizioni nella stesura del lavoro ci sono arrivate dal professor Domenico Carzo, che firma la prefazione, e che è componente del Comitato Scientifico della sezione Processi e Istituzioni Culturali dell’Associazione Italiana di Sociologia. Ad esempio partendo dai testi delle canzoni ci ha ricordato due canzoni in cui il gossip ha un ruolo determinante: Non è Francesca di Lucio Battisti e Bocca di Rosa di De André. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma il libro ha anche una funzione sociale. Nell’ultimo capitolo parliamo dei piccoli gossip pari che crescono. Pre-adolescenti ed adolescenti alle prese con i social. Un gossip a quell’età può fare molto male ed avere conseguenze disastrose. Così come la diffusione di immagini e video intimi. E’cambiato il concetto di privacy. Ne parliamo ampiamente nel libro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci dia un’anteprima del suo prossimo libro… Quale sarà il tema affrontato?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Posso darvi al momento un rumor….Sto cercando i materiali, impostando il lavoro di ricerca. Ma voglio tornare ad occuparmi dell’argomento di cui vi ho appena parlato: pre-adolescenti e adolescenti e nuove tecnologie. Svelare ai genitori cosa sta accadendo. Capire cosa loro sanno e cosa dovrebbero sapere. Ho scritto un articolo scientifico per la Rivista Pedagogika. Già il titolo rende l’idea: Digitali nativi, oltre le definizioni.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Grazie, so che non si dice mai, ma è stato un piacere rispondere a domande così interessanti. Come dicono nella pubblicità di una nota sottiletta “Facciamolo più spesso”.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-889 " src="http://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/Unime-Francesco-Pira-primo-piano-300x243.jpg" alt="" width="228" height="185" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/Unime-Francesco-Pira-primo-piano-300x243.jpg 300w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/Unime-Francesco-Pira-primo-piano-768x622.jpg 768w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/Unime-Francesco-Pira-primo-piano-1024x829.jpg 1024w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/Unime-Francesco-Pira-primo-piano-600x486.jpg 600w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/Unime-Francesco-Pira-primo-piano-615x498.jpg 615w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/Unime-Francesco-Pira-primo-piano-400x324.jpg 400w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/Unime-Francesco-Pira-primo-piano-292x236.jpg 292w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2016/04/Unime-Francesco-Pira-primo-piano.jpg 1233w" sizes="(max-width: 228px) 100vw, 228px" /></p>
<p>PER SAPERNE DI PIU&#8217;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Francesco Pira</strong> è docente di Comunicazione e giornalismo presso il Dipar­timento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messi­na e di Comunicazione pubblica e d’impresa presso lo IUSVE di Venezia e Ve­rona. Svolge attività di ricerca nell’ambito della sociologia dei processi cultu­rali e comunicativi. Saggista e giornalista è autore di numerosi articoli e pub­blicazioni scientifiche. Opinionista del quotidiano on line “Affari Italiani” e del magazine «Spot and Web», scrive per riviste specializzate. Ha pubblica­to tra l’altro <em>La net comunicazione politica </em>(FrancoAngeli 2012), <em>Come dire qualcosa di sinistra </em>(FrancoAngeli 2009), <em>Come comunicare il sociale </em>(Fran­coAngeli 2005).</p>
<p>&nbsp;</p>
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