internet come il lupo cattivo da cui difendere i minori

Internet e le piattaforme digitali offrono opportunità e rischi. Soprattutto se a navigare , senza bussola e senza una guida, sono i minori (inferiori ai 14 anni ).

Sempre più spesso utenti che non hanno l’età e che non potrebbero usufruire del servizio sono vittime di cyberbullismo e di altri fenomeni che hanno conseguenze tutt’altro che virtuali. Chiunque utilizzi i media sociali è esposto a meccanismi di analisi e raccolta di dati finalizzati all’invio di messaggi pubblicitari mirati.

La domanda è: che fine ha fatto la prevenzione? Le agenzie educative (la famiglia e la scuola soprattutto) cosa fanno per evitare incontri con “i lupi” cattivi del web?

Continua ad essere nell’occhio del ciclone, YouTube, dopo le accuse di aver “rubato” informazione su minori. Per questo varie associazioni sono insorte lanciando un appello alla violazione del Children’s Only Privacy Protection Act (Coppa), legge federale del 1998 che prevede la richiesta di consenso ai genitori per la raccolta dei dati dei bambini sotto i 13 anni.

“YouTube classico – come si legge in questo articolo non garantirebbe quello che invece propone la sua versione Kids, rivolta ai più piccoli, che “non consente la pubblicità basata sugli interessi o il remarketing”.

 

IL QUADRO DELLA SITUAZIONE OGGI

Tutelare i minori dalle insidie di internetNove ragazzi su dieci navigano abitualmente più di tre ore al giorno.

Tra loro più di un terzo ha una postazione per connettersi dalla propria stanza, quindi senza nessun controllo dei genitori. Anche le motivazioni che spingono i giovani a connettersi sono tutt’altro che didattiche: “Si connette per studiare solo un ragazzo su sette, a fronte del 25% che chatta, del 22% che scarica musica e del 18% che gioca”. Quanto alle amicizie online, il 30% dei minori che navigano afferma di “intraprendere sempre o spesso nuove amicizie in Rete”. La tutela dei minori online è un atto di responsabilità collettiva che deve essere condivisa da genitori, istituzioni e operatori, nessuno escluso.

 

“INTERNET E MINORI” – COSA POSSONO FARE I GENITORI

Per evitare l’esposizione a materiali inappropriati (scene di violenza, aggressività, contenuti a sfondo sessuale) ai figli minorenni e per tutelarli da brutti incontri sul web, il “monitoraggio” dei genitori è prioritario. Non parliamo di controllo perché il senso di restrizione non piace neanche al bambino.

Oltre a usare il blocco per i contenuti inadatti su Internet, è opportuno che si vadano a bloccare i siti e i download che possono mettere a rischio la protezione e la riservatezza dei dati archiviati sul dispositivo del tuo bambino.

Da evitare parcheggio e isolamento prolungato dei figli davanti ad un qualsiasi device.

 

IL PARERE DEGLI ESPERTI

Quali sono le tecnologie che si possono impiegare per proteggere i minori dalle insidie del web? Lo abbiamo chiesto a Marco Favero, Teacher and Trainer, Web Strategist:

“Il quadro che emerge un po’ in generale, sollecita l’urgenza di accrescere la consapevolezza della necessità di proteggere i dati personali, specie se minori, sviluppare azioni di sensibilizzazione e formazione di coloro che utilizzano applicazioni mobili e/o social network e/o siti internet che prevedono il “rilascio” di informazioni personali, nonché promuovere iniziative globali sulla necessità di tutelare la privacy.

Cerco di sintetizzare i punti salienti:

  1. Informazione alle Famiglie e agli Educatori
  2. Classificazione dei contenuti
  3. Servizi di navigazione differenziata
  4. Profilazione e trattamenti occulti
  5. Custodia di password
  6. Identificazione dell’Utente
  7. Gestione dei dati utili alla tutela dei minori
  8. Contrasto alla pedopornografia on-line”

 

Camilla Bistolfi cybersicurezzaCome difendere i più giovani dal cyberbullismo? A questa domanda risponde Camilla Bistolfi, Direttrice del Centro Nazionale Anti-Cyberbullismo:

“Abbiamo una duplice risposta: da un lato ci sono dei mezzi che si possono utilizzare per difendersi contrastando il fenomeno quando insorge. Gli strumenti vanno dalle segnalazioni dei contenuti ai provider o al Garante Privacy, a quelle che il nostro Centro riceve per l’orientamento e il sostegno legale, alle denunce alla Polizia Postale.

Dall’altro lato vi sono una serie di attività preventive che possono essere organizzate per consapevolizzare i giovani utenti, coinvolgendo anche insegnanti e famiglie in questa attività educativa, così da evitare che sperimentino simili situazioni. Noi abbiamo organizzato il cyber coaching live su Facebook e, reduci dall’EMEA Child Safety Summit abbiamo in progetto due nuove attività per ragazzi”

 

 

Sul web e il ruolo degli educatori per un approfondimento sul tema vi consigliamo di leggere questo articolo

 

 

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